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Autore: 
Mercè Rodoreda
Pagine: 
152
Categoria: 
Sola come la luna

Aloma è una ragazza orfana di genitori che vive in una casa modesta nei dintorni di Barcellona insieme al fratello Joan, la cognata Anna e il nipotino Dani.
Aloma ha perso l'altro fratello Daniel, che a diciotto anni si è tagliato le vene con un pezzetto di vetro. Tutto è triste e non ho più voglia di vivere...un abbraccio..queste le parole che ha lasciato, scritte in caratteri alti e larghi, da persona orgogliosa. Andava spesso da Daniel, su in soffitta. In quei giorni le parlava del libro che stava leggendo, di una ragazza di nome Regina, una ragazza coraggiosa, che camminava per un campo di neve, inseguita dai lupi...

Ad Aloma ripugnano tante cose, in fondo perché sa che anche gli altri hanno le loro ripugnanze. Odia l'amore e tutto la stanca. Al pari di Daniel passa dalla gioia più spensierata alla tristezza più cupa. Non entra nei negozi nuovi, dove nessuno la conosce, anche se a lei, comunque, la gente piace molto poco. Passa le sue giornate fra faccende domestiche, giri sulla Rambla e i giochi con Daniel. Ad Aloma è stato detto che si sarebbe sposata, che avrebbe avuto dei figli, che ci sarebbe stato un uomo al suo fianco. Ma Aloma dice che non ha intenzione di sposarsi, che non si sposerà mai. Quando era piccola, il cortile di casa le incuteva paura, le sembrava che qualcosa di cattivo sarebbe caduto lì, direttamente dal cielo.

Quella che Robert conosce al porto di Barcellona è una povera ragazza che non capisce nulla, e quel giorno accompagna Joan ad aspettare l'arrivo del cognato dall'Argentina. Robert è il fratello di Anna che ha lasciato a Buenos Aires una storia d'amore importante. Questo Aloma non lo sa. E' felice che non le piaccia, troppo pallido e con gli occhi che danno angoscia, anche se si stranisce a sentire il suo nome pronunciato da una voce che non è abituata a sentire, Aloma... Non risulta tanto giovane come in fotografia, “se vuole che mi innamori di lui, avrà un gran daffare”. Ma Aloma è una che non risponde alle domande, è una che non sa sfogare la gioia che le viene dall'aria, dal sole, dalle pareti di casa sua, così brutte ma così sue. Gli ospiti, i vicini che si avvicendano per conoscere l'uomo che viene dall'America, offrono paste e vino dolce, ma lei rifiuta, dice che non ha fame, anche se avrebbe preferito dire di sì. A volte sente la necessità di negarsi, di non fare quello che fanno gli altri. Si ricorda ancora di quel cantastorie che aveva visto per strada. Lì nei pressi c'era il manifesto di una donna con il collo tagliato, e la testa a due passi, per terra, con gli occhi spalancati. E l'uomo gridava di guardare, di vedere il movimento vorticoso e disperato degli occhi. Era il cervello ancora in funzione, diceva, che ancora pensava! Quante volte l'immagine di quella testa di donna saltando per il corridoio di casa sua, l'ha perseguitata nel sonno.

Aloma vorrebbe assomigliare a Coral, l'ex amante del fratello Joan, che ha gambe lunghe, indossa un collo di volpe e ha tanti corteggiatori, ma “con i denti davanti un po' accavallati e delle mani così piccole, chi mai mi vorrà?...“Se non ci so fare e sono così rustica, è perché non voglio che vedano come sono e ridano di me”.  Aloma ha paura, come quel giorno che, da piccola, l'avevano sollevata sull'orlo di un pozzo perché guardasse l'acqua. Robert preferisce Aloma. Robert non comprende fino in fondo Aloma. Lei vorrebbe raccontargli cosa pensa, cosa prova, vorrebbe dirgli e spiegargli che in realtà non è così indifferente e cattiva come sembra, ma preferisce fargli credere che se lei gli serve da passatempo, non gli farà capire che se n'è accorta. Tanto, presto sarebbe arrivata l'ora di preparare la cena, sarebbe venuta la notte. E il mattino, e un altro pomeriggio, e ancora, e ancora... Ahi Aloma, Aloma... le cose sono belle, la vita meno!

Quando ero bambina pensavo? Cosa pensavo?...

Me and You and Everyone We Know di Miranda July

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