Stampa articoloVersione PDF
Condividi su
Autore: 
Robert Musil
Pagine: 
151
Categoria: 
Il destino di un'anima

Capita, da adulti, con lo sguardo rivolto al passato, di fermarsi a pensare che sono le esperienze vissute, esattamente così come le abbiamo vissute, ad aver fatto di noi ciò che siamo, hic et nunc.
Bene. Questa è la storia di Törless, un adolescente che frequenta un collegio militare austro-ungarico.

All'inizio, in quel collegio Törless si sente smarrito, come se quello non fosse il posto giusto per lui. Legge molto, scrive poesie, ma tutto nella più totale indifferenza e apatia. Sente di non avere personalità e quindi si abbandona completamente all'influenza dei suoi amici, Reiting e Beineberg, i peggiori della sua classe e si lascia trasportare dalla loro condotta dissoluta e immorale.
Con Beineberg in particolare, Törless avverte un'ambigua sensazione di disagio, una strana complicità che lo infastidisce e lo seduce allo stesso tempo. E' affascinato da tutti quei suoi discorsi sulle energie spirituali, gli uomini cosmici, l'anima immortale, l'azione purificatrice, santoni e filosofi indiani... Gli capita, in alcune uscite, di ritrovarsi solo con lui. Insieme bevono grappa, fumano sigarette, chiacchierano e senza una ragione, capita anche che Törless lo immagini nudo, senza vestiti... lo attraversa insieme una sensazione di eccitazione e vergogna.
In generale Törless è intimidito dalle cose che riguardano il sesso, prova uno strano imbarazzo, una sensazione di attesa... proprio come quando era bambino e di fronte a un quadro, in un museo, teneva lo sguardo fisso aspettando che accadesse qualcosa, ma cosa?
La sensualità esplode nella sua vita all'improvviso, procurandogli uno stato di profondo turbamento... terribile, animalesca, qualcosa che è legato alle sottane sporche delle donne...
Bozena, la prostituta del villaggio vicino, che a turno riceve le visite dei giovani del collegio, diventa in quel periodo il suo unico e segreto piacere. Va a farle visita ogni domenica sera. Ma una sensazione di disgusto accompagna quello stato di eccitazione e tutto si confonde: allora è possibile che dal mondo chiaro, quotidiano, l'unico che sino ad allora ha conosciuto, una porta si apra verso un altro mondo, cupopassionaledistruttivo... e che tra quei due mondi opposti non solo esiste un varco, ma che anzi i confini, segreti e vicini, si toccano e sono oltrepassabili a ogni istante.
Bene e male non sono più separati da confini sicuri, come era abituato a credere. Quelle sensazioni strazianti sono immediatamente comprensibili e allo stesso tempo mai del tutto risolvibili in parole e pensieri. Fra gli avvenimenti e il suo io, addirittura fra i suoi stessi sentimenti e un qualche io interiore che anela a comprenderli, rimane sempre una linea divisoria.
Un giorno Reiting scopre che l'autore dei piccoli furti che da un po' si verificano nell'istituto è Basini. Lo comunica solo ai suoi due amici. Törless è convinto che l'unica cosa da fare sia denunciarlo al direttore. Reiting invece ha già un piano: da tiranno qual è, questa è l'occasione perfetta per ricattare e mettere in atto una serie di vessazioni su quel compagno dalla fisionomia effeminata.
Gli avrebbe risparmiato la vergogna dell’espulsione se avesse accettato di fare tutto quello che loro tre ordinavano. Dietro questa falsa generosità cominciano le terribili violenze su Basini, mortificato moralmente e fisicamente dai suoi sadici amici. Törless disprezza quei giochi crudeli e perversi a cui Beineberg e Reiting sottopongono Basini, eppure vi partecipa. Per qualche motivo a lui incomprensibile, i lamenti, i gemiti e il pianto di Basini che implora pietà ai suoi carnefici, gli procurano uno stato d'eccitazione sessuale.
E così anche lui comincia ad avere frequenti incontri segreti con Basini, in quello stesso nascondiglio in cui erano già accadute quelle cose terribili che tanto lo avevano disturbato.
E' sconvolto, disperato, non ha parole per descrivere quanto accade nel suo intimo. “Devo essere malato... pazzo”, annota nei suoi appunti.
Ormai l'erotismo ha spalancato una porta sulla vita, sull'altra vita, quella del mondo oscuro e dissoluto, che pure esiste! Törless sente fortissimo il desiderio di scrutarne il contenuto. Basta poco e in un istante quella linea divisoria può essere oltrepassata. Ora lo sa... Proprio come diceva Reiting riferendosi a Basini: “un improvviso mutamento e l'uomo non è più lo stesso”.
Piccole consapevolezze cominciano a nutrire quella gran fame interiore che invano aveva provato a spiegare al suo amico Beineberg, “la sera sai di aver vissuto un altro giorno, di aver seguito le lezioni, ma di essere rimasto vuoto: interiormente, intendo”. Sia pur nella totale insensatezza, lui sa che sta cercando qualcosa dentro di sé e sente il bisogno di sperimentare, conoscere, varcare nuove soglie, superare confini conosciuti. La banalità del male lo ferisce.
Un pomeriggio d'autunno, mentre passeggia, semplicemente guardando il cielo, Törless si ritrova a pensare all'infinito... Aveva sentito quella parola alle lezioni di matematica, ma adesso di fronte a quell'immensità azzurra, l'infinito acquista un senso inquietante, gli appare come una realtà viva e concreta, una realtà che oltrepassa la ragione, qualcosa di selvaggio, nudo. Ogni cosa ha un duplice senso: gli oggetti, le persone, gli avvenimenti. Anche i ricordi acquistano significati nuovi.
Ora gli è chiara la totale insufficienza e inadeguatezza delle parole: solo espedienti casuali del sentire che spesso ti portano a mentire perché mai riescono ad esprimere i pensieri e le sensazioni come se fossero davanti allo specchio del tuo spirito... Come dire che quello che noi viviamo diventa incomprensibile e confuso quando vogliamo immobilizzarlo con le catene dei pensieri per farne un nostro possesso permanente. Anche questa nuova consapevolezza lo turba e lo fa sprofondare in un'immensa solitudine, una sorta di follia.
E quell'intuizione improvvisa dei numeri immaginari durante una lezione di matematica... valori immaginari, impossibili, con cui si giunge a un risultato reale, concreto! Per una volta che aveva pensato di poter trovare in un'arida, morta lezione di matematica anche solo un accenno a ciò che lui cercava, qualcosa di vivo... che delusione! Il professore lo liquida con così tanta superficialità.
Alla fine tutte quelle scoperte straordinarie e nascoste, dagli estremi esperimenti sadomasochisti alle affascinanti avventure intellettuali, hanno fatto di lui un adulto più fine, sensibile e sicuro. Nelle stanze buie dei suoi ricordi sono entrati piccoli spiragli di luce.
Si è concluso un ciclo: l'anima, come un giovane albero, ha messo un nuovo anello annualeQuesto sentimento impetuoso e ancora inarticolato giustifica, scusa tutto ciò che è successo. Anche quell'esperienza omosessuale non gli procura più vergogna. La strada che ha percorso, buia e misteriosa, è stata necessaria per fare di lui ciò che è diventato!
Come occhi nuovi dopo un viaggio.

Leggi anche