Stampa articoloVersione PDF
Condividi su
Autore: 
Saul Bellow
Pagine: 
138
Categoria: 
La distrazione dell’ultimo pensiero

All’Hotel Gloriana di Broadway i clienti sono quasi tutti anziani. In mezzo a quei pensionati (quasi tutti ex-professionisti stuccati dal loro stesso status) Tommy Wilhelm, che vive lì insieme al padre ex-medico, si sente a disagio; sa che non può andare avanti così, bevendo gin da tazzine di caffè sporche, sdraiato su un letto al cui pagamento provvede il padre.

E’ un omone biondo e maldestro di quarant’anni che vive peggio di un selvaggio.
Una volta sì era stato bello, tanto che c’era stato un tipo, un certo Maurice Venice, che gli aveva messo in testa che poteva diventare un divo del cinema. Con quest’illusione a tracolla si era trasferito sull’altra costa e in sette anni aveva consumato tutte le sue energie (se ne aveva) e tutto il suo orgoglio (se ne aveva)

Attualmente, a parte andare tutte le mattine a comprare il giornale e i sigari, non ha altre occupazioni. Il padre, che per lo più incontra all’ora dei pasti nella sala dell’albergo o al tavolo di gin rummy, si lamenta spesso dell’aspetto sciatto del figlio. Lui continua a chiamarlo Wilky, anche se Tommy ha variato il proprio nome già dai tempi della California, sia artisticamente che anagraficamente.

Forse Tommy a vent’anni aveva già il brutto presentimento di non poter cambiare il proprio carattere e faceva di proposito scelte insignificanti, come cambiare il proprio nome. Forse a suo modo si sforzava di essere qualcosa di diverso dal Wilky noto in famiglia.

Nell’ultimo periodo Tommy è più demoralizzato del solito. Quando alla fine della giornata si sente più affaticato, lo attribuisce al cinismo. Troppa fasiltà, il mondo e la sua gente fortunata, gli imbrogli, il successo... A New York, una città così complessa, una città tutta cavità e altezze smisurate, le Energie Umane sono messe a dura prova e sopravvivere costa Grandi Fatiche, che alla fine arriva la stanchezza a mangiarsi tutti gli scopi.

Il padre non ascolta le sue suppliche, non intende offrirgli supporto, nemmeno per coprire i debiti in scadenza. Si comporta con lui come se fosse un suo paziente, con distacco, con Giudizio.  

Tommy deve mantenere una moglie dalla quale non ha ancora divorziato perché è al verde e due figli che vede solo per andare a vedere la partita di basket al sabato.

Non comprende e non accetta il fatto che il padre, il vecchio patriarca con la sua consistente rendita, si ostini a ignorarlo, che si rifiuti di aiutarlo. Per lui, figlio di un semplice negoziante, per lui, che ha lavorato sodo per Costruirsi una Vita, il figlio è solo il tipo sbagliato d’ebreo, un campionario di tic con le tasche piene di pillole e mozziconi.

Forse si sta preparando al Grande Passo ed è giusto che tutte le cose, compresi i figli, passino in secondo piano. Forse gli pare che avendo provato fin dal primo momento antipatia per quella che sarebbe diventata (nonostante la sua disapprovazione) sua nuora, avesse fatto tutto quanto era in suo potere per proteggere il figlio. Forse è arrabbiato, non trova giusto che il migliore fra loro, il più utile e il più ammirato, debba essere il primo a lasciare il mondo!

Tommy è l’unico membro della famiglia a non essersi laureato; altra nota dolente per il padre. Strano che l’abbia sentito vantarsi con un altro vecchio, uno dei tanti personaggi strambi e un po’ patetici dell’albergo, di avere un figlio che una volta era stato un grosso dirigente alle vendite con entrate a cinque cifre!
Si trattava di un’azienda di mobili e ci lavorava già da dieci anni quando arrivò uno nuovo, il genero di qualcuno con il quale avrebbe dovuto dividersi zone di vendita e competenze. Tommy rifiutò le nuove condizioni e si licenziò. La verità su questa vicenda non è mai venuta a galla; forse anche in quell’occasione Tommy ne aveva combinata un’altra delle sue, come quando decise di arruolarsi per la guerra nel Pacifico.

Tommy non ne può più di dover sottoporsi agli interrogatori del padre. Lo ammette, ha fallito, lo ha deluso, non ha saputo prendere precauzioni nella vita.

Quella giornata avrebbe rappresentato la svolta, la resa dei conti, un cambiamento drastico nell’andamento della sua vita. Già al risveglio Tommy ha sentito la Fatalità piombarglisi addosso, qualcosa di Meteorologico, tipo una bufera in grado di sbaragliare perfino le paure.

E’ stato il Dottor Tentazione Tamkin, che pure vive al Gloriana, a convincerlo a speculare sulle merci in una succursale parallela di Wall Street. Insieme hanno acquistato del Lardo e il prezzo ha subito cominciato a scendere. Questo Tamkin, sul quale pure il padre lo ha messo in guardia, pretende di trattare l’azzardo come fosse un oggetto scientifico. Ha fatto uno studio sul ciclo di colpa-aggressività che c’è dietro al Lardo ed è ottimista in merito ai margini di guadagno dell’operazione.

Denaro e Delitto cominciano tutte e due con la D: Discordia e Distruzione. E non è casuale che la gente, così attaccata al simbolismo, quando va in Borsa dica “faccio un macello”
In molti al Gloriana ridono dell’uomo al quale Tommy ha affidato i suoi ultimi risparmi. Di certo è un personaggio fuori dal comune: psicologo, poeta incompreso, scienziato con la vocazione da guaritore... Ne sa qualcosa di chimica e di ipnotismo. Tommy è convinto che il magnetismo dei suoi occhi non sia del tutto naturale e che si eserciti davanti allo specchio per ottenere quell’effetto.

Di storie in merito agli assurdi casi che avrebbe guarito a Tommy ne ha raccontate molte. A sentire Tamkin la maggior parte della gente ha qualcosa fuori posto o un terribile segreto da nascondere. Gli ha lasciato intendere di essere stato direttore di una clinica per alienati a Toledo e di aver anche lavorato come medico presso la famiglia reale egiziana.
Certo nella vita di un uomo di genio tutto queste cose non hanno nulla di straordinario, ma Tamkin è veramente un genio?

Tommy sapeva di non potersi fidare, eppure ha deciso di credergli, l’ha fatto senza convinzione, per stanchezza. Ha sempre fatto così per la maggior parte delle decisioni nella sua vita; non erano decisioni: lasciare il college, fare l’attore, prendere moglie...

Un uomo onesto non suscita tante domande che non hanno risposta. Come si fa a distinguere lo svitato dal savio, il furbo dallo stolto? Con chi si può parlare in una città come New York, dove la gente ulula dalle finestre?

Bisogna saper correre qualche rischio. Non si può pensare di arrivare alla felicità per linea retta, bisogna fluttuare, come fluttuano le cifre sui tabelloni!
Quella di Tamkin è una missione spirituale: riportare le persone nel qui-e-ora, nel presente reale. Bisogna avere più fiducia nel corso degli eventi, la natura è creativa, ispirata!
La sua teoria della doppia anima presente in ciascuna di noi, quella vera che dice cose semplici e comprensibili e quella falsa che fa da predone, quella roba della tendenze che lottano nella sotterranea, lo ho molto colpito.
Fare speculazioni con il danaro altrui e prendere le Persone Speciali in cura sono per Tamkin due facce della stessa medaglia: attività che coincidono.

Un Perturbatore dell’Immaginazione come lui non c’ha messo niente a capire che Tommy è sull’orlo di una crisi di nervi; un ex venditore (i commercianti di per sè appartengono alla sfera visionaria) che in passato ha recitato (come comparsa) vestito da scozzese nell’unico film della sua parentesi hollywoodiana, è un soggetto facile da raggirare.

Tamkin è stato per Tommy come un vuoto d’aria. Ammette che a volte dice delle grandi verità come quella secondo la quale la gente sarebbe invidiosa di un uomo che lascia la propria moglie e di conseguenza dietro la maschera da egemone indifferente, il padre nasconderebbe un sentimento di gelosia.
Forse ha saputo toccare le corde giuste, anche se nessuno lo ha invitato a dare una lettura al rapporto complicato che ha con il padre; forse Tommy si sentiva in qualche modo pronto per l’errore, maturo per la svolta a rendere; l’azzardo come un train de vie.
Forse il compito della vita di ciascun uomo è solo un ammasso di cose senza nome, la crescita della vergogna, un’angustia in verticale, l’al di là della coerenza.

Il calo dei prezzi, la caduta di un impolverato tappeto gigante sulla Settantaduesima Strada, la folla inquinata, l’arco di un violino che si rompe, la fretta, le tendenze...
Io tengo stretto, io mollo, io chiedo scusa, io odio, io ferisco, io non capisco, io desidero, io nascondo.

Bird people di Pascale Ferran. Musica: Space Oddity di David Bowie

Leggi anche