Stampa articoloVersione PDF
Condividi su
Autore: 
Marco Triana
Pagine: 
151
Categoria: 
La Tentazione di R-esistere

Hai utilizzato bene il tuo corpo? penso.
Il tuo intelletto? Hai utilizzato bene la tua vita? penso.
Se cominci a porti questi problemi, sei spacciato.
Thomas Bernahrd, da Perturbamento

Nilhotel è il non-luogo della consapevolezza; è la storia di un viaggio innaturale, faticoso e insensato che im-pone la resa dei conti; è un turbinìo di pensieri generati da ricordi mai sopiti.

Bruno pensa e ri-pensa. Prende appunti, forse per il suo prossimo libro, perché Bruno scrive. Quarantacinque anni e un treno vuoto e lentissimo che attraversa i paesaggi della Maremma fino a quelli della sua città natale, Firenze, per tanti città d’arte, per lui città artefatta. La odia in nome degli anni difficili vissuti lì e sa di aver fatto la scelta più saggia della sua vita decidendo di abbandonarla, andando a vivere in riva al mare, lontano da tutto e tutti.

Michele è morto, si è impiccato a un albero sull’argine dell’Arno, non lontano da casa. Suo cugino, cinquantun’anni, ha voluto porre fine alla sua esistenza, alla sua personalità discendente. Michele era un bambino intelligente e spregiudicato, di cui subiva il fascino.

Nessun dolore per quella morte. Michele è solo una “curiosità intellettuale”, forse un pretesto che obbliga Bruno a fare i conti con questioni irrisolte.

Non si vedevano da dieci anni, eppure il desiderio di morte di Michele era naturale per Bruno: il suo progetto di autodistruzione, in quei ricordi dell’infanzia e nelle sue scelte da adulto, c’era già tutto quanto.

Un suicidio, qualunque suicidio, è sempre un atto d’accusa verso il mondo intero”.
Un mondo che vacilla, avverso alla natura e all’umanità; una generazione figlia di un secolo di contraddizioni e di assoluti, un secolo che separa e non concilia, esclude e non accoglie, che discrimina gli uomini in vincitori e sconfitti, credenti e non credenti, sani e malati, sulla scia di un gioco degli opposti senza una terza possibilità. Un secolo che ha generato mostri e “noi lì ancora a raccontarci storie, convinti non si sa come che le storie che ci hanno fottuto ci salveranno”.

Il Novecento è l’espressione perfetta della contradictio in odjecto che crea la seducente “conoscenza assoluta” tanto amata-acclamata da questo secolo breve quanto deplorata da Nietzsche. Esigenza degli assoluti è la pretesa del pensiero di ridurre la caoticità della vita (croce e delizia!) in categorie fisse e stabili, annientando così la forza vitale propria dell’uomo. Fissare regole per sopportare, per proteggersi e contenere il divenire delle cose: l’uomo ha bisogno di certezze perché è incapace di sostenere la propria umanità. Assolutizzare un’idea equivale a disumanizzare se stessi, finendo per rassegnarsi al dovere di esistere. Si esiste a volte anche contro la propria volontà e allora l’intera esistenza diventa r-esistenza al desiderio di autodistruzione. E’ necessario arginare il monstrum del nulla e l’angoscia che la morte, come annientamento della vita, provoca.

Nilhotel è la possibilità di accogliere mondi diversi valicando le contrapposizioni e restando sospesi tra due abissi di senso facendone co-esistere i significati.
E’ la rinuncia all’amore, alla santità dell’Amore, un sentimento dalla “bellezza improvvisa e accecante” che a Bruno nessuno ha mai insegnato. L’amore gratuito e incondizionato donatogli da Lucette era di gran lunga superiore alle sue possibilità; incomprensibile, sconvolgente, illogico, inaccettabile, anti-umano per chi pensa di non meritarlo e non ha gli strumenti
E poi, come conciliare quel sentimento sconosciuto con l’insanabile contraddizione che esso stesso contiene: “si viene soli al mondo, nel mondo si è soli e dal mondo ce ne andiamo soli”? Lucette glielo insegna: non va risolta, solo accettata.

Nilhotel è la fatica di esistere di uncercatore di purezzanauseato dalla totale mancanza di Azzurro; è la tentazione di r-esistere alla profonda solitudine, al senso di colpa e di rifiuto geneticamente trasmessi e di r-esistere nonostante una madre incapace di amore, la cui ombra, anche dopo la sua morte, continua ad oscurare l’Azzurro.

Nilhotel è il desiderio di accettare e vivere il mistero che avvolge la Vita, di lasciarsi sorprendere e incantare, perché qualunque cosa sia, l’Azzurro è insopprimibile.

Nilhotel è la volontà di esistere senza assoluti.

“In me l'ateismo non è né una conseguenza, né tanto meno un fatto nuovo: esso esiste in me per istinto. Sono troppo curioso, troppo incredulo, troppo insolente per accontentarmi di una risposta così grossolana. Dio è una risposta grossolana, un'indelicatezza contro noi pensatori: anzi, addirittura, non è altro che un grossolano divieto contro di noi: non dovete pensare!” (F. W. Nietzsche, da Ecce homo - Perché sono così accorto)
 

Leggi anche