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E’ più facile ed anche più stimolante qualificare il Terzo Incomodo per sottrazione; dire cioè cosa non è.

Prima di tutto non è uno luogo di recensioni, quindi non troveranno mai spazio libri che a giudizio della redazione sono poco interessanti, se non inutili, comunque mancanti della cosiddetta scintilla. D’altronde che gusto ci sarebbe nel dedicare tempo ed energie a qualcosa che non smuove, a un testo che non stravolge né lascia tracce? Si camminerebbe sul terreno della malafede estetica, o, peggio ancora, del vizio falsamente intellettuale del parlare tanto per parlare.

Sarà impossibile trovare frasi tipo: “ritmo narrativo lento, trama noiosa, personaggi non sufficientemente caratterizzati, finale scontato”, insomma tutta una fraseologia tanto di moda nell’architettura della critica letteraria.

Altra cosa che pertanto non è il Terzo Incomodo: un ripetitore del già detto o un salotto, dove fra calcoli e risatine varie, scegli il libro come se stessi comprando una confezione di biscotti scozzesi; quale sarà il più calorico? E il meno pesante?

Filosofia del Terzo Incomodo - Blog di Letteratura

Il Terzo Incomodo come modo di dire fa venire in mente un elemento di disturbo, qualcuno che, non desiderato, sta in mezzo a due che filano.

Scontato che il Terzo Incomodo non si mette di traverso fra quelli che amoreggiano! Quello che tenta di fare è infilarsi diagonalmente fra le pagine del libro, cercando segni, cifre, un quid ricco di significanza. A volte è un capriccio, una curiosità; altre volte è una perversione.

Quello che non vuole è riassumere trame e anticipare epiloghi. Si appassiona a un personaggio, a un dettaglio, a una parte del libro dove l’uso delle parole, al di là del messaggio trasmesso, è magico di per sé; e sulla scia di queste suggestioni prova a scattare un’istantanea. Spesso sono le sfumature a colpire l’occhio del Terzo Incomodo, non l’intreccio narrativo.

Non si vogliono negare l’arbitrarietà di certe scelte e la temerarietà di certi tagli. Il tutto avviene secondo una precisa scelta stilistica che, consapevole della propria parzialità, decide di circoscrivere le proprie ambizioni, limitandosi a dare degli spunti di lettura.

Ogni articolo vuole essere un microcosmo, con tanto di titolo proprio, un rimando al mondo dell’arte e, se possibile, un richiamo a quello del cinema.

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