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Limbo

I Sapienti di Alexandre Gabriel Decamps - Terzo Incomodo - Blog di Letteratura

Nella categoria Limbo ci finiscono personaggi difettosi, vanitosi, capricciosi, sadici e inconcludenti. Tutti i caratteri logori e pessimisti stazionano in questa categoria.

Non sono antieroi, ma eroi negativi; individui che fanno della negatività la loro virtù. Nelle figure dell’antieroe passate nei romanzi e nel cinema sempre ci sono elementi che spingono chi ne osserva le storie a immedesimarsi con loro, a ridimensionarne le imperfezioni, ad assolverli. Non è questo l’obiettivo della redazione e non c’è in gioco il contrasto bene/male di sapore cristiano.

Queste figure non aspirano a passare ad un’altra dimensione; vogliono restare là, nel limbo, fino a coincidere con ciò che esso rappresenta: il luogo del non definito, lo spazio dell’imperfezione che rimane tale. La condizione di infelicità che vivono gli eroi negativi non è temporanea, è stabile, così la loro permanenza nel limbo.

La redazione simpatizza per queste figure perché crede che meritino di essere esaltate a dispetto delle loro qualità negative (se non proprio in ragione di queste). Se si assume questa responsabilità è perché contesta la genealogia dei valori (e relativa gerarchia) che si è imposta come la migliore possibile. 

L’uomo che è misura di tutte le cose, quindi commette necessariamente errori di giudizio; la verità sulle cose non è alla portata di nessuno. Stando nell’ambito delle possibilità interscambiabili, tutte in egual misura valide, nessun principio interpretativo può ritenersi l’unico e il solo legittimo. Allora, errore per errore, perché non divertirsi un po’?

Sempre Verdi

Isola preziosa di Alberto Savinio - Terzo Incomodo - Blog di Letteratura

Sotto questa denominazione ridente presa in prestito dalla botanica si trovano nientepopodimeno che i classici della letteratura, rispetto ai quali non è inutile chiarire i motivi secondo cui essi rappresentano qualcosa di imprescindibile.

Un classico è un testo che una volta attraversato in tutte le sue dimensioni, ti cambia i connotati interiori, diventa qualcosa di vero, concreto, quasi un amico. Un classico è qualcosa che ti sveglia dal sonno, cambia in maniera così drastica e improvvisa il modo di percepire te stesso e la realtà, che saresti disposto a cose di cui non ti credevi capace.

I classici, con il carico di autorevolezza che implicano, sono i libri maggiormente ignorati, fraintesi e citati senza cognizione di causa. Proprio perché una data autorità ha stabilito che certi classici sono dei must, molti capolavori seguono un destino infame. Restano punti di riferimento proprio nella misura in cui essendo i meno letti e i meno compresi, rimangono inaccessibili, ce ne si tiene a distanza. Avrò sempre tempo domani o l’anno prossimo di leggerne uno, tanto è là, è un classico, non cambia…

A mo’ di provocazione si cita la strana missione di cui si fanno carico i cinque fanatici e intellettualoidi studenti del film “The Last Supper”. Dopo un grottesco incidente nel quale muore un camionista filonazista che per caso si trova a cenare da loro, i cinque organizzano delle cene che terminano ogni volta con l’uccisione dell’invitato, e sempre per motivi ideologici. Quando è il turno di una popolare diciassettenne che predica la verginità fino al matrimonio, la sfruculiano parlandole di uno dei classici più venduti al mondo nella storia dell’editoria. Lei, mortificata nel pudore, dice: “l’orribile giovane Holden per voi sarebbe arte? E’ solo il frutto della mente bacata di un esaltato, è spazzatura”.

Rivalutiamo i classici nel loro apporto vivo e sconvolgente: questo è il motto della redazione!

Cromosoma X

Some Disordered Interior Geometries di Francesca Woodmann - Terzo Incomodo | Blog di Letteratura

Sotto questa etichetta non si vogliono includere i contributi delle femministe.

La redazione non è sessista, almeno non nel senso storico con cui la questione delle donne è nota.

E’ sembrato naturale, visto che la redazione è femminile, voler distaccare i lavori delle scrittrici.

In questa categoria si darà valore alla narrativa di quelle donne di lettere che, non solo con la forza delle loro opere, ma anche con l'esempio delle loro vite, hanno vinto distorsioni, manipolazioni e maledizioni!

Ci si aspetta sempre che la donna di spessore, quella che eccelle, sia bruttina e petulante, con i peli sotto al mento e le gambe storte. Se invece è bella, seducente, se non disdegna la cura del corpo, allora scatta l’interrogativo: quale sarà l’aspetto vero che la rappresenta: quello estetico e frivolo o quello materiale, di sostanza?

Quale mente tardiva può pensare che la bellezza sia un limite per lo sviluppo della ragione? Bellezza e intelligenza possono coesistere e svilupparsi parallelamente. E’ mortificante, ma molti pregiudizi si fondano su premesse simili.

La redazione non vuole impantanasi nelle discussioni intorno alle differenze fra i generi, la mancata emancipazione delle donne, il machismo… Il più delle volte questi dibattiti sono sterili. 

La Categoria Cromosoma X è lo spazio per un’identità che vuole crescere, che vuole andare oltre; un segnale per quanti pensano che la donna coincida con l’assioma: faccio sesso con il mio superiore, dunque esisto!

Vesuvio & Dintorni

Eroica Antieroica di Vettor Pisani - Terzo Incomodo - Blog di Letteratura

Non è il fatto di avere Napoli dalla tua parte all'anagrafe, a contare. La napoletanità è un sentimento che sta a metà strada fra il cuore e la testa, una ferita che vuole restare aperta, un saper camminare scalzi senza lamentarsi e molto altro ancora.

Nec spe nec metu (né con speranza, né con timore) è il motto latino dei pittori maledetti che Caravaggio inserì nella spada che impugna Davide all’interno dell’opera Davide con la testa di Golia.

Perché Napoli è così: è pericolo, protesta, è preghiera, è opere d’arte dietro i cassonetti, è buio negli androni, è confidenza che non reca molestia, è parole senza senso. Tricche varlacche ca la casa chiove, una delle tre formule magiche che compaiono nella raccolta di fiabe “Lo cunto de li cunti”, di Giambattista Basile, datata 1634. Dopo quasi quattro secoli il significato di quest’incantesimo dialettale è difficile da decifrare, però capita ancora di sentire qualcuno pronunciare queste parole misteriose per scongiurare un evento o far sì che un desiderio si avveri: che le isole non recidano il cordone con la terraferma e prendano il largo, che tuo figlio gay trovi un grande amore, che il vulcano continui a sonnecchiare, che la malattia sfratti dal corpo di un tuo caro, che tagliando il pomodoro ci si trovi dentro ancora il sole!

Per dare eco alla dimensione stregata di questa città nasce la categoria Vesuvio & Dintorni.

Questa sezione vuole ospitare i contributi dei figli di questo luogo; scrittori che sono napoletani per nascita, per adozione, per scelta, o che hanno vissuto nell’area partenopea un certo arco della loro vita, quanto basta per ammalarsi di napoletanità.

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