Tu vivi in una torre che si eleva fino al cielo e che Dio ha lasciato impunita.
(da CosmopolisDon DeLillo)

Alessio Forlano è un architetto cosentino classe 1978. Dalla scienza dell’organizzazione dello spazio alla fotografia il passo è breve.

La sua passione per l’architettura ha infatti trovato “sfogo” in diverse serie e progetti fotografici.

Animo sensibile all’urbanismo delle periferie, Alessio Forlano considera la fotografia un medium per penetrare e comprendere le architetture del contemporaneo.

Il progetto EmotionArch in mostra alla Scuola del Fumetto all’interno del Photo Festival Milano 2017 è un esempio di questa particolare estetica dell’atmosfera che caratterizza lo stile fotografico di Alessio Forlano.

La maggior parte di noi fa esperienza dell’architettura più famosa solo attraverso la fotografia. Possiamo tutti riflettere su edifici come il Teatro dell'Opera di Sydney o il Metropol Parasol di Siviglia anche se non ci siamo stati, ma c'è un'intera nicchia di fotografia d'architettura che è più concentrata su come un edificio “si sente” e cosa trasmette rispetto a cosa sembra o come appare. Alessio Forlano appartiene alla schiera di artisti che affidano all’architettura un ruolo filosofico (le stanze in fondo sono la tana dell’anima!) e alla fotografia che la documenta il ruolo di analisi introspettiva ed emozionale.

Al posto dei soliti scatti a edifici stupefacenti o modelli rigidi, quella che Alessio Forlano raggiunge è un’inquadratura più artistica delle città e una visione più soggettiva della scene architettoniche.

Il suo progetto New York City 2030 ha partecipato alla terza edizione di Mostre Diffuse Fotografia di Magliano Sabina (manifestazione che si è chiusa lo scorso mese di maggio).

La data non ha niente di apocalittico. Fa riferimento a una precisa dichiarazione programmatica dell’attuale sindaco della Grande Mela Bill de Blasio: entro il 2030 New York non invierà più nemmeno un pugno della propria spazzatura alle discariche extra-state; tutto sarà invece riciclato e compostato.

La nozione di una società basata su un continuo aumento dei rifiuti che vengono messi sopra treni o chiatte e scaraventati da qualche altra parte è oltraggiosa e obsoleta.

In una città famosa per i giganteschi mucchi di rifiuti che cacciano vapori, l’obiettivo è quello di arrivare al punto di non avere niente da smistare: zero waste plan, per l’appunto!

Così la città che non dorme mai avrà qualcosa di ecologico a cui dedicarsi: incrementare cioè il suo programma di riciclaggio residenziale - che attualmente “cattura” solo il 15% delle cose che i newyorkesi buttano via.
Tanti sono gli interventi di riconversione che finora sono stati realizzati nella city.
Gli scatti di Alessio Forlano a Manhattan & Dintorni oltre ad "atterrare" in maniera impattante sull’immaginazione visiva, sono un’opportunità unica per le società consumistiche di cercare soluzioni efficaci di recupero e tutela ambientale.

Il progetto New York City 2030 è stato di recente ospitato dalla rivista di cultura fotografica "Il Fotografo".

#fotografia #architettura

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

New York City 2030 - progetto fotografico di Alessio Forlano

 

Pot-Pourri: Fotografia