La pazienza ha un limite, Pazienza no!

Al Mattatoio di Roma è attiva - fino al 15 luglio - Andrea Pazienza, trent’anni senza, una mostra dedicata alle opere di Pazienza nella ricorrenza dei trent’anni dalla sua scomparsa.

Parlare dell’arte di Paz, dell’uomo che una volta disse “disegnare non mi piace”, è difficile quanto raccontare un trauma personale.

Andrea Pazienza nasce a San Benedetto del Tronto nel 1956. Cresce nella città paterna di San Severo (in Puglia) e nel 1973 si iscrive al DAMS di Bologna.

Il “funambolo della matita” fa il suo debutto nella primavera del 1977 sulla rivista Alteralter con il fumetto Le straordinarie avventure di Pentothal, storia surreale e psichedelica di un alter ego che prende il nome da un barbiturico ipnotico: un esordio sconvolgente per estro e libertà espressiva.

In seguito partecipa a diverse esperienze editoriali come Cannibale, Il Male e Frigidaire, dove crea centinaia di fumetti con il suo stile senza eguali.

E’ particolarmente affezionato al personaggio di Pippo, tanto da appropriarsene per una parodia della cultura hippie italiana degli anni 1970 dal titolo Perché Pippo sembra uno sballato.

Durante gli anni ‘80 Pazienza sviluppa in maniera convulsiva un corpo estremamente importante di lavori, a volte politicamente impegnati, altre, semplicemente privi di senso.

Alterna il cartooning a graphic novels più elaborati e inquietanti, spesso tematizzando la droga e la violenza in una particolare profusione di umorismo nero.

Nel 1980 crea il personaggio di Zanardi e collabora con le riviste Corto Maltese e Comic Art, ideando manifesti cinematografici e teatrali, scenografie, copertine di dischi, murales, favole e pubblicità.

Se Pentothal è emblematico della Bologna del 1977 (contestazioni studentesche, attivismo politico e controcultura), Massimo Zanardi è una creatura degli anni '80: un liceale pluriripetente opportunista, nichilista e perfido.

Gli ultimi giorni di Pompeo, il suo ultimo romanzo grafico che descrive la caduta graduale di un eroinomane (un personaggio largamente autobiografico) fino al suo suicidio, è generalmente considerato il suo capolavoro.

Il ribelle dei ribelli muore a Montepulciano a soli 32 anni per un'overdose di eroina, anche se i familiari non dichiarano pubblicamente la causa del decesso.

Un post it ritrovato nella sua casa di Bologna recita: "Non credo sia necessario dirvi quanto sia importante la vostra presenza".

In lui c’è la dinamica del rischio, l'amore per gli accessi, la frenesia di essere presente e afferrare tutto. E’ un uomo che ha un grande bisogno di affetto e che allo stesso tempo è così sfacciato da risultare antipatico.
Riconosce di astrarsi dalla realtà troppo spesso e avverte chiunque di non prendere seriamente le cose che dice: “voglio rimarcare la mia assoluta inaffidabilità".

Un occhio incredibile per il vizio comune, una grande inventiva, una notevole verve per i dialoghi detonanti: Andrea Pazienza non è solo uno dei più importanti fumettisti italiani, ma un atleta dell’immaginazione e un genio assoluto.

La Caccola
Espirando dal naso si avverte una vibrazione e un senso di spiovente all’esterno. E’ una caccola.
Disinvoltamente, mancando di fazzoletti, la si cerca con le dita, faticosamente, la si estrae.
Ciò provocherà l’uscita del muco cui la caccola fungeva da tappo.
Per tutta la serata sarà un continuo disinvolto spalmare codesto muco alla base del naso, riservandosi, di tanto in tanto, delle risucchiate mortali che vorrebbero essere, e non sono mai definitive. (da L’appuntamento)

Paz ha racchiuso in sé gli anni '80 disimpegnati e snob, ha rappresentato le astrazioni, la genialità e la disperazione della generazione che ha vissuto gli anni del riflusso, refrattaria alla militanza e che ad un certo punto si è sentita tagliata fuori dalla società, e perfino dalla contro-società.

La stagione delle proteste è ormai alle spalle, si teme il terrorismo, l'eroina si diffonde in diverse città del nord anche grazie all’incoraggiamento delle forze dell’ordine che iniziano a farla circolare allo scopo di silenziare e umiliare le voci dei movimenti giovanili e dei centri sociali. Come poteva vivere un fumettaro dandy straripante di comunicativa? Non normalmente, naturalmente!

"E ringraziate che ci sono io, che sono una moltitudine".

#MostriSacri #fumetto

Pompeo

Andrea Pazienza - autoritratto

Murale (dettaglio) realizzato in un raptus creativo davanti a una folla di ammiratori, Mostra d'Oltremare di Napoli - Fiera del Fumetto 1987

Cover dell'album di Enzo Avitabile SOS Brothers (1986)

Locandina realizzata per il film di F. Fellini La Citta delle Donne (1980)

Zanardi detto Zanna

 

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