I'm interested in the edges of the world, not the centre.
(Sibylle Bergemann, Berlin -2007)

Sibylle Bergemann (1941-2010) con le sue foto tra sogno e realtà sociale, ha fatto la storia della fotografia. Alcune delle sue fotografie sono diventate iconiche e sopravvivranno al tempo come parte importante del patrimonio tedesco.

Maestra della composizione e dell'uso consapevole del colore, ha padroneggiato vari stili di fotografia: documentari, ritratti, moda e paesaggistica.

Attraverso il suo lavoro ha influenzato un'intera generazione di giovani fotografi. Nella sua casa di Berlino-Mitte una volta si sono incontrati Henri Cartier-Bresson, Helmut Newton e Robert Frank.

La domanda è: come ha eluso le idee proibite dall’era comunista?

In quella che precedentemente era la Germania dell'Est, le arti visive avevano una funzione chiave nel migliorare l'immagine della società DDR. Il realismo socialista - come decretato dall’autorità costituita - voleva una realtà incardinata sul mito dell'operaio. L'arte doveva essere facile da capire o qualcosa da strumentalizzare a scopi didattici. Gli artisti potevano essere davvero artisti in queste condizioni?

Sicuramente Sibylle Bergemann c’è riuscita - entro le restrizioni citate.

Le sue fotografie si concentrano su momenti tranquilli, atmosferici, non su simboli forti o grandi gesti. Lo Stato non ha influenzato il suo lavoro: "Ho sempre lavorato senza prestare attenzione ai divieti e non mi importava affatto della censura."

Sibylle Bergemann ha fotografato per riviste e giornali che non volevano conformarsi all'ideologia dominante, è stata così in grado di rompere con un linguaggio visivo fatto di ottimismo obbligatorio.
Con i suoi scatti ha rintracciato motivi che erano individuali, bizzarri e talvolta pazzi: le sue immagini scoprono il lato speciale della vita di ogni giorno, ma non lo “espongono” mai completamente.

Per 28 anni vive con il suo mentore e compagno Arno Fischer in un appartamento a Schiffbauerdamm, sulle rive del fiume Sprea. Vede tante guardie di frontiera, tentativi di fuga e arresti. E’ testimone della brama di libertà e della mano dura dello Stato.

Il suo appartamento viene visitato da fotografi di tutto il mondo, ma solo a lei non viene permesso di lasciarlo. Vuole solo viaggiare Sibylle. E’ un problema. La sua adesione alla Lega degli Artisti Visivi le permette di fare un viaggio di studi ogni due anni in paesi non socialisti. E’ solo così che Sibylle può lasciare in più occasioni il suo paese d'origine.

Il desiderio e la malinconia non sono temi espliciti nel suo lavoro, ma sono entrambi molto presenti.

Le fotografie di Sibylle Bergemann non sono né propaganda né critica a un particolare regime. "Ho scattato anche foto critiche, ma non era la mia cosa principale. Non ero una della resistenza. Mi sono dedicata a questioni marginali.

Le sue fotografie presentano nondimeno sezioni ritagliate dalla vita quotidiana nella Germania dell'Est - e di passaggio raccontano storie piene di speranza e sogni infranti.

#fotografia #historia

Das Denkmal, Berlin, 1986

Bonjour ihr suessen Zaubermaeuse Adalbertstraße, Berlin, 1990

Lily, Margaretenhof, 2003

Zwischen Osten und Westen Modefoto, 1984

 Miss Albena, Berlin, 1985

Berlin, 1990

 

Pot-Pourri: Fotografia