Londra, 1988. “Freeze”, una mostra allestita da Damien Hirst in un magazzino della Docklands vede esposte opere sue e di suoi colleghi, 16 studenti del Goldsmiths College: un gruppo di visual artist che ha in comune un obiettivo preciso, suscitare scandalo.

Nasce così la Britart, un movimento influenzato dalla cultura pop e punk che irrompe sulla scena artistica britannica alla fine del XX secolo e fa di Londra - durante tutti gli anni ‘90 - il cuore pulsante dell’arte mondiale.

Sullo sfondo, la crisi economica degli anni Ottanta e la sensazione di onnipotenza di giovani artisti (nati tutti a metà degli anni sessanta) dalle vite personali sregolate, considerati dai media alla stregua di pop star.

I lavori degli Young British Artists (per i quali nel 1996 viene coniato l’acronimo YBAs - entrato a far parte della terminologia della storia dell'arte) sono sfrontati, blasfemi e molto apprezzati dai professionisti della Business Art.

In particolare, lo spirito imprenditoriale del collezionista Charles Saatchi è fondamentale per il successo degli YBAs che, se da un lato scandalizzano parte della società, dall’altra suscitano l’interesse di uno stuolo di critici e collezionisti.

Londra, 1997. “Sensation” è la mostra presentata alla Royal Academy quasi dieci anni dopo. Un evento che fa epoca: morte, sesso e religione sono i temi principali.

Tra i pezzi più singolari, Holy Virgin Mary di Chris Ofili, la madonna nera dipinta con sterco di elefante; i manichini di bambine dei fratelli Chapman con genitali maschili e femminili al posto di nasi e bocche; il ritratto della plurinfanticida Myra Hindely, composto da centinaia di impronte di piccole mani da Marcus Harvey. Il valore della tela di Harvey, oggetto di atti vandalici, con lanci di uova e getti di inchiostro da parte del pubblico irritato - salì alla stelle).

Oltre agli animali conservati e alla mucca tagliata a pezzi di Damien Hirst, nel 1997 alla Royal Academy di Londra erano esposte anche due installazioni dell’altra leader degli YBAs, Tracey Emin: My Bed e Everyone I Have Ever Slept With 1963 - 1995.

My Bed - una delle opere più discusse degli anni Novanta e grazie alla quale Tracey Emin è stata candidata al Turner Prize - altro non è che il suo letto disfatto e sporco a rappresentare la fase di vita che stava attraversando dopo la fine di una relazione amorosa. Circondato da bottiglie di vodka vuote, sigarette, assorbenti e vecchie polaroid; cosparso di biancheria intima macchiata di sangue e preservativi usati, in quel letto Tracey Emin aveva trascorso diverse settimane a bere, fumare, mangiare, dormire e avere rapporti sessuali.

My Bed - considerata oggi un’icona della storia dell’arte inglese contemporanea - nel 2014 è stata venduta a 2,5 milioni di sterline (3,5 milioni di euro) al conte e collezionista d’arte tedesco Christian Duerckheim che la considera non solo l’opera più rappresentativa della Britart, ma “una metafora della vita, del luogo in cui iniziano le sofferenze e muoiono le logiche”.

L’altra installazione Every I Have Ever Slept Have 1963-1995 raccoglie in una tenda da campeggio i nomi di tutti quelli con cui è andata a letto. Tracey Emin ricama 102 nomi di persone che hanno dormito con lei fino al 1995: amici, familiari, compagni di bevute e amanti. L’opera è andata distrutta in un incendio nel 2004.

Tracey Emin, classe 1963, è diventata membro della Royal Academy e assieme a un’altra YBA, Fiona Rae, è una delle prime donne a tenere una cattedra - di Disegno - da quando l'accademia è stata fondata nel 1768.

La sua tenda dell’amore e il suo letto del dolore sono entrambe opere rappresentative del ready-made versione irriverente, che ha avuto tanto e inspiegabile successo di pubblico e critica, probabilmente per aver riempito un profondo vuoto culturale e assecondato il più oscuro voyeurismo di quegli anni.

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My bed - installazione di Tracy Emin

Everyone I Have Ever Slept With 1963-1995 - installazione di Tracey Emin

Myra - dipinto di Marcus Harvey

Zygotic Acceleration, Biogenetic, De-Sublimated Libidinal Model - installazione dei fratelli Chapman

The Holy Virgin Mary - dipinto di Chris Ofili

Installazione di Damien Hirst

Pot-Pourri: Irregolari