Charles Marville è il fotografo autore delle immagini-testimonianza della profonda trasformazione di Parigi avvenuta sotto Napoleone III (e con il lavoro del barone Haussmann) a partire dalla metà del diciannovesimo secolo.

Marville ha lavorato come illustratore prima di dedicarsi alla fotografia nel 1850, quando riceve incarico ufficiale come fotografo dall’amministrazione parigina, in vista dei lavori.

Sono foto che non hanno pretese artistiche, pensate e realizzate per essere messe in un archivio a documentare i cambiamenti. Le persone sono pochissime. Tra queste avrebbero potuto esserci giovani pittori e letterati come Monet, Caillebotte, Rimbaud e Mallarmé.
Va inoltre considerato che a quei tempi la fotografia era un’acerba forma di espressione che si serviva dei primi apparecchi fotografici, al tempo strumenti decisamente moderni.

Siamo nel periodo di transizione tra il negativo su carta e su lastra di vetro, tecniche entrambe utilizzate da Marville, che gli permettono di registrare anche i più piccoli dettagli di una scena di strada e con le quali ottiene immagini di notevole qualità.

Il lavoro di documentazione, iniziato nel 1851, prosegue anche durante la fase della ricostruzione. Parigi si trasforma da città medievale con strade vecchie e strette a ville lumière, elegante e prospera con grandi boulevard, di sera illuminati da migliaia di lampioni a gas. 

L’urbanistica di alcuni quartieri viene decisamente sventrata: una colossale campagna di demolizioni di porzioni di città e ricostruzioni monumentali, tanto estesa da rimanere un caso unico nella storia

Pare che sotto le mentite spoglie del cambiamento per migliorìe e risanamento del vecchio centro medioevale si celasse un preciso obiettivo politico: Napoleone III e il suo braccio operativo Haussmann riescono a ricostruire in zone centralissime, espropriate ai poveri, quartieri di pregio destinati alla borghesia, con acqua corrente, fognature, istituti di credito e metropolitana.
Un pretesto per un’operazione oggi difficilmente tollerabile: la distruzione del patrimonio antico della città in favore di una massiccia urbanizzazione speculativa che non rispetta assolutamente la preesistenza.

La Tour Eiffel, gli Champs-Elysées, le gallerie Lafayette, l’Opéra, l’Arco di Trionfo: le maggiori attrazioni di Parigi (quelle che si trovano sulle guide) non esistevano.

Nel 1862 a Charles Marville viene assegnato il riconoscimento diFotografo della città di Parigi” e nel 1865 il suo lavoro di documentazione viene riunito nella corposa raccolta Album du Vieux Paris.

Dopo il 1870 di Marville si perdono le tracce e non è certa nemmeno la data della sua morte. Le sue immagini continuano a fare il giro del mondo, dalla collezione permanente del Musée d’Orsay di Paris, al Metropolitan Museum of Art di New York.

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Banks of the Bièvre River at the Bottom of the Rue des Gobelins, 1862

Cour Saint-Guillaume, 1866

Place St. André des Arts, 1865

Plateau de l’Ambigu - Urinal, Jennings System, 1876

Top of the rue Champlain, 1877

Gare Montparnasse, 1871

Pot-Pourri: Fotografia