Il cartone prende vita con le sculture iperrealistiche di Chris Gilmour, scultore inglese, classe 1973.
Una laurea in arte a Bristol prima di trasferirsi in Italia nel 1996: a Padova, a Milano e infine a Udine, dove vive tuttora.

Né marmo né bronzo, solo cartone e colla: per realizzare le sue sculture a grandezza naturale, Chris Gilmour sceglie un materiale poco “nobile” - non a caso.
Il cartone è economico e facile da trovare, oltre ad essere ecologico e familiare, quindi in grado di comunicare con un linguaggio accessibile a tutti.

Un lavoro visivo e concettuale, quello di Chris Gilmour, che mostra l’inaspettato potenziale espressivo dei semplici imballaggi di cartone, normalmente utilizzati come contenitori da smaltire, una volta svuotati.
Chris Gilmour li riutilizza, trasformandoli in oggetti di culto - l’Olivetti Lettera 22, la Fiat 500, la Lambretta e l'Aston Martin di James Bond - o in semplici oggetti che ci circondano nel quotidiano - caffettiere, biciclette, strumenti musicali, moto e automobili, ma anche busti e statue di santi ironicamente dissacrati dall’uso del cartone riciclato.

Fedelissime riproduzioni che danno vita a un’originale rilettura della società dei consumi: "attraverso i miei lavori – spiega Chris Gilmour – invito le persone ad osservare con più attenzione ciò che ci circonda. Per esempio, raramente nella vita reale quando prepariamo un caffè ci fermiamo a pensare com'è fatta davvero una moka, eppure di fronte allo stesso oggetto realizzato in cartone le persone si incuriosiscono ed iniziano a notare con stupore ogni piccolo particolare come se stessero guardando quella cosa per la prima volta. Bulloni, valvole, filtri: ogni elemento viene riscoperto e vissuto con più consapevolezza".

Inoltre, la somiglianza estrema della scultura con l’oggetto reale induce una momentanea confusione in chi osserva: “l’interazione dello spettatore con le opere sembra funzionare come una sorta di corto circuito tra un’azione implicita e l’impossibilità di metterla in atto”. Schiacciare i tasti della macchina da scrivere, far girare la ruota della bicicletta, aprire la porta o accendere il motore dell’auto sono azioni istintive, ma in questo caso impossibili!

E’ questo l’intento di Chris Gilmour: mostrare a chi si confronta con le sue creazioni, “la contrapposizione tra il reale e l'astratto, tra il funzionale e l'inutile”. Le sculture non sono gli oggetti, sono i fantasmi degli oggetti: come proporre una sovrapposizione di reale-non reale che evidenzia il vincolo ingannevole stabilito con gli oggetti che si possiedono; come proporre uno sguardo ironico sulla linea di demarcazione tra reale e illusorio e guardare da vicino la “fragilitàdella realtà che caratterizza la cultura contemporanea.

L'idea di lavorare con cartone e materiali riciclati è sempre stata legata al suo lavoro con progetti comunitari ed educativi: Chris Gilmour organizza una serie di laboratori creativi per incoraggiare bambini e adulti a sperimentare con il cartone, mettendo a loro disposizione la sua pluriennale esperienza di artista e di insegnante.

Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in tutta Europa e in America. Le sue creazioni si trovano in numerosi musei e collezioni private in tutto il mondo.

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Ludwig drumkit - scultura in cartone di Chris Gilmour

Auto taxi - scultura in cartone di Chris Gilmour, vincitrice del Premio Cairo, 2006

Moka - scultura in cartone di Chris Gilmour

Fiat 500 - scultura in cartone di Chris Gilmour

Dentist Chair - scultura in cartone di Chris Gilmour

Bicycle (motor assist) - scultura in cartone di Chris Gilmour

Pot-Pourri: Arte Contemporanea