Il festival parigino Circulation(s) dedicato alla fotografia contemporanea raggruppa gli scatti di 51 fotografi emergenti.

I circuiti di Circulation(s) resteranno in funzione fino al 26 giugno 2016 nei fascinosi spazi espositivi del polo culturale 104 – Le CentQuatre (già sede delle pompe funebri municipali).

Obiettivo primario del Festival è quello di aiutare i giovani fotografi a uscire dall'anonimato. Il programma (ricco di mostre ed eventi) si svilupperà attorno alle opere selezionate nei mesi scorsi da una giuria internazionale appositamente costituita.

Il tema di questa sesta edizione è “Lo sguardo sul vecchio Continente”: un racconto per immagini sull’Europa travolta dalle contraddizioni della modernità, dai flussi migratori di popolazioni in fuga da guerre e violenza, dall’ossessivo bisogno di sicurezza.

Una miscela di realtà e finzione si fondono nelle foto (a volte crude, a volte malinconiche) degli artisti di questa edizione che propongono in maniera originale la loro visione di questo stanco continente.

#Circulations #fotografia

Yoann Cimier: France/Sélection du jury - Scatto della Serie “Nomad's Land”

Passeggiando sulle spiagge tunisine durante l'estate, Yoann Cimier rimane affascinato dalle costruzioni effimere creati da tunisini in “visita” al mare. Per lui non si tratta affatto di  un fenomeno banale: ogni elemento costitutivo di questi “campi” di breve durata è una rivelazione. Osservando come la popolazione locale prende possesso del mare, anche solo per un giorno, riflette sulla specificità e “diversità” della società tunisina.

Ciò che lo colpisce è la molteplicità e la diversificazione delle forme realizzate con una varietà infinita di materiali riciclati. Una straordinaria plasticità che trasforma un semplice oggetto indisciplinato in un rifugio ri-creativo. Una scelta che privilegia il rapporto con la natura, ultimo spazio di libertà ai margini delle convenzioni sociali.

Anna Filipova: Bulgarie/Sélection du jury - Scatto della Serie “Arctic Coal”

Arctic Coal raffigura Svalbard, un'isola fredda, buia e isolata. La Norvegia e la Russia sono gli unici due paesi presenti in questa isola a causa della apertura delle miniere di carbone, la prima, costruita negli anni Venti. Questa è ancora l'industria principale dell'isola. Le miniere Svalbard, situate appena al di sotto del Polo Nord, sono il nord del mondo. Gli abitanti dell'isola vi risiedono per un tempo limitato: Svalbard rimane un luogo di lavoro unico, congelato nel passato al momento della sua costruzione.

Aglaé Bory: France/Invité - Scatto della Serie “Inland seas”

Il tema e l'impostazione di questo lavoro riguardano le coste dei mari “interni” che si trovano tra l'Europa e l'Asia, un'area notevolmente importante nella storia dell'umanità. Le immagini sono sempre state scattate in un momento in cui la luce del giorno svaniva per far posto a quella della notte. Il mare diventa lo sfondo per ritratti sospesi e silenti.

Queste fotografie sono state scattate in paesi diversi, con differenti contesti storici e politici, ma il punto in comune è sempre il mare.

Laurent Kronental: France/Sélection du jury - Scatto della Serie “Souvenir d'un Futur”

Laurent Kronental è affascinato dall'architettura e dall'interazione esistente fra gli uomini e i paesaggi urbani. “Souvenir d'un Futur” è un lavoro in cui si concentra su grandi complessi residenziali della periferia parigina. Al periodo della loro costruzione questi edifici erano considerati all'avanguardia; ora sono stati dimenticati, relegati fuori.

L'approccio prende in esame sia la genealogia umana, sia quella degli spazi urbani. L'artista si è in particolare avvicinato agli anziani che vivono in questi posti e si impegnato, con la sua ricerca, a riscattare questi luoghi, altrimenti considerati marginali.

Julien Lombardi: France/Sélection du jury - Scatto della Serie “The Unfinished”

Dal crollo dell'Unione Sovietica, l'Armenia è in transizione tra due mondi. Un nuovo modello si va formando, ma, data la sua pluralità, resta difficile da identificare.

Proprio come il paese che li ha ispirati, le fotografie di questa serie sono in attesa di una storia. Questi documenti riflettono "il non finito", un momento di trasformazione in cui forze opposte convivono fra loro, sebbene ci si trovi incapaci di differenziarle. La serie può essere interpretata come un archivio “fittizio” di un paese la cui storia è in piena costruzione.

Emilia Moisio: Finlande/Sélection du jury - Scatto della Serie “Vieraalla Maalla (In a Foreign Place)"

E’ un progetto che nasce dalle incomprensioni culturali che influenzano il modo in cui percepiamo le immagini e il mondo che ci circonda. Giocando con frasi e proverbi finlandesi e con i costumi tradizionali lappóni, Emilia Moisio crea un universo stravagante. Anche se riconoscibili da coloro che ne condividono il patrimonio culturale, appaiono assurdi e strani a tutti gli altri. Il lavoro di Emilia Moisio ritrae quindi l'arbitrarietà della nostra interpretazione delle immagini.

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