“The course of true love never did run smooth”. William Shakespeare

La maggior parte di noi è cresciuta sotto l’ala devastatrice della Disney. Il romanticismo è stato introdotto nella nostra vita attraverso storie d'amore di principi e principesse destinati a vivere felici e contenti. Il romanticismo nei film è problematicamente idealizzato e impreziosito al punto da diventare falso.

I film di questa lista sfidano le aspettative stereotipate. I loro eroi sono persone comuni che offrono una rappresentazione calda e vera dell’amore.

Storie indimenticabili che ci invitano a un viaggio cinematografico pieno di emozioni autentiche. La domanda che esse sono chiamate a rispondere è: cos’è in realtà l'amore? Le loro risposte sono inaspettate e refrattarie ai compromessi, così come si addice all'essenza di questo sentimento.

Storie d'amore insolite che hanno tutte qualcosa in comune: sono originali, provocatorie e invogliano alla riflessione.

L'amore si sa, è complicato e bizzarro, lo è sempre stato. Si tende a dire che le relazioni al giorno d'oggi siano più impegnative e complicate rispetto al passato, ma questo non è vero. Basti pensare alla mitologia greca e alla letteratura: Psiche e Cupido, Cleopatra e Marco Antonio, Romeo e Giulietta ... Queste storie sono tutt'altro che ordinarie!

True love, amori non corrisposti, devozione, accettazione, crudeltà, egoismo, gelosia, tradimento, breakups e makeups: quando si tratta di rapporti, a essere in gioco non c’è una sola emozione, pura e distinguibile. In definitiva, è tutto parte della natura umana, complessa e disorganizzata.

#cinema #cineforum

Pas son genre (Sarà il mio tipo?) è un film del 2014 di Lucas Belvaux (la pellicola ha ricevuto tre prestigiosi premi Magritte, tra cui la migliore interpretazione femminile a Emilie Dequenne).
E’ la storia d'amore tra un giovane professore di filosofia parigino, esiliato a insegnare in una tranquilla Arras, e la solare e chiassosa parrucchiera (nonché madre single) che incontra lì. A prima vista sembra la classica rom-com degli opposti che si attraggono, ma poi il plot si fa più originale.

Nonostante le evidenti differenze culturali e sociali, i due se la intendono perfettamente: la donna conduce infatti una vita semplice, legge riviste di gossip, canta con due sue amiche in un locale di karaoke e adora i film con Jennifer Aniston, mentre lui, Clément Le Guern, non si è mai impegnato seriamente in una relazione, è il classico intellettuale vanesio e cinico che ha fatto della sua incapacità di amare una teoria generale delle relazioni umane.
Tra passeggiate sulla spiaggia e letture di Émile Zola fra le lenzuola, lei si innamora profondamente di Clément. Anche lui sembra corrispondere, ma il rapporto non si evolve e lui rimane fermo nella sua mancanza di risposte sentimentali adeguate e nello scetticismo.
Nonostante buona volontà, risate e goffaggini varie, la distanza fra i due non viene azzerata. Lei è una sognatrice che crede ancora nel grand amour e si ostina a chiamarlo teneramente mon chaton, il mio gattone.
Lei è sì ignorante, ma non stupida, quindi si stanca del suo dubitare su tutto. Decide quindi di darci un taglio netto lasciando Arras (senza farlo sapere a nessuno) insieme al figlioletto. Alla fine dietro i titoli di coda rimane Clément, (in)colto e impassibile.

Vincitore della palma d’oro al Festival di Cannes 2015, strano quanto il suo titolo, The Lobster (L’Aragosta), diretto dal regista greco Yorgos Lanthimos, è una storia d’amore ambientata in un distopico futuro prossimo dove le persone single vengono arrestate e trasferite in un raccapricciante hotel. Lì sono obbligati a trovare un partner in 45 giorni. Se falliscono vengono trasformate in bestie e spediti nel bosco. Nell’albergo ci sono molte regole e rituali: la masturbazione è vietata, ma la stimolazione sessuale da parte delle cameriere della struttura è obbligatoria. Gli ospiti frequentano balli e guardano video di propaganda sui vantaggi del partenariato.
I residenti possono allungare la loro scadenza sparando sedativi ai single dispersi nella foresta; ogni solitario catturato vale un giorno in più. La pellicola è un riff assurdo sulla monogamia, la singlehood e sulle pressioni sociali intorno alle relazioni amorose moderne.
David (Colin Farrell), il protagonista maschile della vicenda, riesce a fuggire dall’hotel e si unisce ai solitari del bosco. Lì qualsiasi storia d’amore è vietata, pena la mutilazione della bocca.
Abbastanza presto, David, che è miope, inizia una relazione segreta con una donna (Rachel Weisz) che è altrettanto miope. Essi sviluppano un codice gestuale per la comunicazione. Si amano, hanno in programma di fuggire insieme, ma il leader dei solitari scopre il loro piano di fuga e fa accecare la donna.
La mattina successiva David affronta e vince il capo dei solitari. Lui e la sua amata scappano. Fermandosi in un ristorante e cercando di ristabilire la comunanza persa, David va in bagno e si prepara per accecare se stesso con un coltello da bistecca. La compagna attende al tavolo il suo ritorno.

Lust, Caution (Lussuria - Seduzione e tradimento) è un film di Ang Lee che ha vinto il Leone d'Oro al Festival di Venezia del 2007.
Durante la seconda guerra mondiale una giovane donna viene travolta in un pericoloso gioco di intrighi politici ed amorosi.
Siamo nella Shanghai occupata dai giapponesi. Wang Jiazhi, una studentessa e aspirante attrice, viene reclutata per sedurre e assassinare Mr. Yee, un collaboratore che i patrioti cinesi vogliono vedere morto.
La giovane accetta questo pericoloso ruolo spinta dall’amore (platonico) che prova per uno dei militanti del gruppo universitario (e teatrale) di cui fa parte.
Wang ottiene così il ruolo della sua vita come signora Mak. Fingendosi una sofisticata signora, moglie del proprietario di una società commerciale, riuscirà a inserirsi nel circolo della signora Yee.
Wang però è ancora vergine, acconsente quindi di andare a letto con un altro studente del gruppo coinvolto nel complotto al fine di avere quel savoir fair necessario a irretire il terribile collaborazionista.
La giovane protagonista si improvvisa quindi rivoluzionaria per amore.
Diventerà l'amante del traditore, ma spingendosi sempre più oltre in questa relazione finirà per provare dei sentimenti per quest’uomo losco e spietato. I due si legano l’un l’altro di una passione quasi animalesca. Wang si sente ogni giorno più confusa, comincia ad avere paura di perderlo e di vederlo morire (che è la sua missione).
Credere alla causa politica o cedere alla passione per l'oppressore?
La maggior parte dei membri del gruppo di resistenza vengono catturati. Il vice di Yee era a conoscenza della cellula, ma non aveva informato Yee perché sperava di sfruttare l'occasione per catturarne il capo. Yee firma le condanne a morte per tutti, tra cui anche quella per la sua amata. I ragazzi vengono tutti giustiziati.

Amour - dell’austriaco Michael Haneke (vincitore della Palma d'oro al Festival di Cannes 2012).
Anne (Emmanuelle Riva) e suo marito Georges (Jean-Louis Trintignant), entrambi insegnanti di pianoforte in pensione, vivono la loro vita sereni fino a quando un mattino Anne non soffre un ictus in silenzio, senza accorgersene.
Di seguito subisce un intervento chirurgico che va male, che le paralizza il lato destro del corpo e la costringe su una sedia a rotelle. Si fa promettere da Georges che non la porterà mai più in ospedale.
La loro relazione è messa a dura prova. Anne non vuole continuare a vivere.
L’uomo spera che la sua condizione sia temporanea. Tuttavia l’anziana donna soffre presto un secondo ictus che la lascia demente e incapace di un discorso coerente. Georges continua a prendersi cura di lei, nonostante la rabbia, la frustrazione e la stanchezza che man mano si impossessa di entrambi.
La casa dove hanno costruito la loro vita insieme diventa la loro prigione.
I due protagonisti sono due persone che sono state e rimangono profondamente innamorate. Siamo sfidati a guardare non l'inizio di questo rapporto, ma la sua fine. Le ferite che ognuno infligge all'altro, la conoscenza reciproca, dentro e fuori, il rispetto, la tenerezza e la dignità che mostrano, colpiscono il pubblico come un pugno allo stomaco.
Fa parte dell'autenticità bruciante del film: parlare d’amore dal punto di vista straziante della vecchiaia e delle malattia. Il senso di morte imminente pervade le stanze e le scene con freddezza illuminante.
Amour è un film sulla scomparsa di un essere umano; di ciò che un uomo fa di fronte alla possibilità di perdere la donna che ha amato per tutta la vita. Georges e Anne hanno trascorso insieme molti anni felici. Ora la loro felicità volge al termine.
Un giorno Georges si siede accanto al letto della moglie, le racconta una storia della sua infanzia, e sul finire prende un cuscino e la soffoca.

The War of the Roses (La guerra dei Roses) è un cult americano del 1989 diretto (e co-interpretato) da Danny De Vito. Il film parte con la vita matrimoniale apparentemente perfetta di una coppia benestante (Michael Douglas e Kathleen Turner). Tuttavia nella famiglia ci sono delle crepe non trascurabili. Oliver è il socio di successo di uno studio legale, Barbara, che era sempre stata una moglie devota e amorevole, sembra coltivare un insanabile disprezzo nei confronti del marito. Fra giochi sessuali rabbiosi, ernie e finti attacchi di cuore, i due si decidono per il divorzio e ingaggiano una vera e propria battaglia (che viene spinta a un tragicomico estremo) per la separazione di beni e patrimonio.
La statuetta di porcellana che ha suggellato l’inizio del loro rapporto è l'ultima cosa per la quale si combattono. Finisce infatti in frantumi per mano di Oliver quando Barbara rifiuta di consegnargliela, anche quando lui si dice disposto a darle tutto in cambio.
Per non parlare di quando Barbara lo porta a credere che gli ha cucinato il suo cane per cena (perché lui le ha involontariamente investito il gatto).
Lei è vendicativa e sentimentalmente sgangherata. Oliver è altrettanto insensibile ma gli atti di Barbara hanno molto più cattiveria, spesso lo sottopone a vere torture fisiche. Anche quando è spinto all’insanità più totale, Oliver, che in fondo la ama ancora, sembra in grado di poter ancora fare marcia indietro.
Nessuno dei due Roses è esattamente innocente. Barbara è una donna fatta dispetto perché Oliver è stato un marito arrogante e disattento, ha alimentato il suo risentimento e avvelenato il rapporto.
Barbara riesce ad allentare i bulloni che sostengono l'enorme lampadario sopra il foyer. Quando va accidentalmente oltre la ringhiera che si affaccia sul corridoio, finisce aggrappata al lampadario. Oliver cerca di aiutarla afferrandolo, ma è troppo pesante e lo tira oltre il bordo. Il peso è sufficiente a che il lampadario si schianti a terra, uccidendo entrambi!

Like Crazy: Anna e Jacob si incontrano a un corso universitario. Lei gli lascia una nota sul parabrezza. La loro storia comincia così e va avanti benissimo fino a quando lei (non potendo sopportare l'idea della separazione), con il visto da studentessa scaduto, decide di non rimpatriare a Londra. Più tardi, quando cerca di tornare in California, viene beccata dai funzionari dell'immigrazione e messa in una di quelle bianche e nude stanze con solo un tavolo e due sedie. I due amanti dovranno stare lontani l’uno dall’altro per un tempo imprecisato.
Uno stile indie aggraziato e intelligente per un racconto fisico ed emotivo. Il regista Drake Doremus illustra bene come il primo amore sia così emozionante e allo stesso tempo devastante. Like Crazy esplora le vere sfide che una coppia deve affrontare per stare insieme. Il film ha vinto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival del 2011.

Pot-Pourri: Decima Musa