Nato a Cosenza nel 1924, Mario Carbone è un fotografo di lunga esperienza che inizia da giovanissimo a muovere i suoi passi - prima in Calabria, poi a Milano, infine a Roma, dove si introduce nel settore cinematografico come operatore, direttore della fotografia e come regista di documentari. Per Raffaele Andreassi cura la fotografia de I vecchi (1959), che gli vale il suo primo Nastro d'Argento.

Grazie alla collaborazione che attiva con Unitelefilm, la società di produzione sostenuta dal Partito Comunista Italiano, filma le manifestazioni politiche e sociali per tutti gli anni sessanta.

Le lotte operaie alla Zanussi (Uomini nella fabbrica, 1964), l'occupazione delle terre a Melissa (Sedici anni dopo, 1967), la condizione del lavoro contadino (Dove la terra è nera, 1966), la rivolta degli studenti alla facoltà di architettura di Roma nel mitico 1968, sono solo alcune delle storie che racconta.

Oltre che per i documentari di stampo neo-realistico, Carbone si mette in mostra per il linguaggio moderno dei suoi corti che affrontano diverse tematiche: handicap e malattia (Anche noi parliamo, 1967), le barriere architettoniche urbane (La città ci è nemica, 1962), i conflitti generazionali e le mode giovanili (Il muro dei giovani del 1961 e Capelli fuori legge del 1962).

Nel 1967 vince il Leone d'Argento alla Biennale di Venezia per Firenze, novembre 1966, drammatica testimonianza sulla terribile alluvione che ferisce il capoluogo toscano; con testi di Vasco Pratolini letti da Giorgio Albertazzi.

Il soggetto che campeggia sempre nei lavori di Carbone è l'attualità, sia sociale che culturale: a parte le inchieste giornalistiche tout court, si dedica anche all'arte, alla letteratura, alla musica e al teatro.

Carlo Levi gli chiede di accompagnarlo in Lucania per documentare i luoghi del suo Cristo si è fermato a Eboli. Gli scatti di questa esperienza sono raccolti nel libro "Viaggio in Lucania con Levi”.

Franco Angeli - uno degli artisti della scuola di Piazza del Popolo - è il protagonista del suo primo cortometraggio Inquietudine.

Nel 1970, in occasione del decennale della costituzione del Nouveau Réalisme, è a Milano, dove diversi esponenti del gruppo - fra cui Christo, Mimmo Rotella e Niki de Saint Phalle - si esibiscono in una serie di performance che si sovrappongono a un concomitante corteo di operai, che Carbone non manca di immortalare.

Con una versatilità che si traduce in una straordinaria capacità di sintesi, riesce a eseguire, nell'ambito di un unico progetto, un duplice lavoro di documentazione foto-cinematografica. Questo succede per esempio nel 1977, in occasione delle Settimana internazionale della Performance alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, dove con entrambi i media segue gli interventi di Marina Abramović e Ulay, Vincenzo Agnetti, Hermann Nitsch e Vettor Pisani.

L’immenso archivio di Mario Carbone resta ancora da studiare e valorizzare.

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Alluvione di Firenze, 1966

Maratea, 1960

Panni stesi - Napoli, 1965

Terremoto - Sicilia, 1968

Piazza di Spagna - Roma, 1959

Piccoli suonatori gitani - Roma, 1955

 

Pot-Pourri: Fotografia