Per metà napoletana, per l’altra metà greca. Sguardo di una malinconia netta, un timbro di voce che si riconoscerebbe tra mille, una capigliatura anarchica e un talento attoriale che non teme confronti.

Lei è Valeria Golino, una delle figure femminili più interessanti del cinema italiano.

Attrice, un passato da modella e da qualche anno impegnata anche come regista.
Si è dedicata anche al canto, interpretando quattro brani per le colonne sonore di altrettanti film.

Ha esordito nel 1983 con il film di Lina Wertmüller “Scherzo del destino in agguato dietro l'angolo come un brigante da strada”.

Donna anticonformista: ha incarnato donne insicure, combattute, inquiete, coraggiose, disperate.

Nel corso della sua vita si è legata a personaggi carismatici quanto lei, come il regista italoamericano Peter Del Monte, per il quale ha lavorato nel film Controvento, con l’attore portoricano Benicio Del Toro e con l’attore pugliese Riccardo Scamarcio, quest’ultimo conosciuto sul set di Texas

Ha recitato per Margarethe von Trotta, Sean Penn, Sergio Rubini, Francesca Archibugi, Gabriele Salvatores e Silvio Soldini, per citarne alcuni.

In pochi probabilmente ricordano i suoi cammei, come quello nell’episodio The missing ingredient (Strano Intruglio) all’interno del film Four rooms (co-diretto da Tarantino).
Tim Roth è un neo-fattorino strambo e impacciato che scorta un gruppo di insolite ammaliatrici fino alla Honeymoon Suite. Sono una congrega di streghe; devono creare una pozione per invertire un incantesimo scagliato sulla loro dea Diana. Per il rituale ciascuna di loro (al fianco di Valeria c’è anche Madonna) deve mettere un ingrediente in un calderone. Ne manca uno: lo sperma...

In un altro episodio dello stesso film, Room 309 - The Misbehavers (I maleducati), fa una delle sue prime apparizioni sul grande schermo Salma Hayek, seppure come streaper sullo schermo della TV della camera.
Le due attrici “etniche”, così erano viste all’epoca da una certa Hollywood, hanno poi lavorato insieme nel film su Frida Kahlo, dove Valeria veste i panni di Lupe Marín, la seconda (ex) moglie di Diego Rivera.
Lei e l’attrice messicana sono tuttora amiche. In occasione delle riprese del film di Garrone Il Racconto dei Racconti le ha persino portato un maialino nano come regalo!

Oltre che abitarlo e “recitarlo”, il mondo Valeria Golino ce l’ha pure nel sangue!

Nasce a Napoli nel piccolo albergo "Bella Napoli", gestito dal nonno e dove viveva tutta la famiglia. Con la separazione dei genitori si trasferisce ad Atene, dove trascorre parte dell’adolescenza insieme alla madre, una pittrice di origine egiziane.

Ha vissuto in due città che hanno molte cose in comune. Forse sta in questo il segreto del suo particolare fascino, quel fascino che pur non opponendo resistenza ai luoghi comuni, rimane inspiegabilmente fuori dagli schemi. Napoli ed Atene sono come lei: vive a tutte le ore del giorno e della notte, belle di una bellezza “a casaccio” - di colore blu, blu irreale - e terribilmente umane. 

#cinema #napolismi

“La verità è che il matrimonio non è una tappa della mia vita. Non ho il dono della fede e quindi non mi attira nemmeno il suo valore religioso. L'unica frase che mi ha colpito a riguardo è il titolo di una commedia teatrale in tre atti di Natalia Ginzburg: Ti ho sposato per allegria".

Immagine: fotografia di Lady Tarin

Giulia non esce la sera di Giuseppe Piccioni, 2009
Guido è uno scrittore di successo. Il suo ultimo libro è anche finalista per un prestigioso premio. E' sposato ed è padre di un’adolescente introversa che costringe a prendere lezioni di nuoto. Quando la ragazza poi molla, lui va al suo posto per evitare di perdere i soldi già spesi. In piscina fa quindi la conoscenza di Giulia, l'ex istruttore di sua figlia, una donna misteriosa e intrigante. Quando la invita una sera a uscire insieme, lei rifiuta: è in semilibertà ed è costretta a tornare in carcere ogni notte. Guido cerca di fuggire dalla vita frenetica in cui la sua reputazione lo ha immerso. Giulia cerca di non sprofondare nel vortice dei suoi tormenti. Ha una figlia adolescente che si rifiuta di vederla. Due personaggi che tutto separa ma che riescono a scambiarsi comprensione e sostegno. L’acqua, elemento essenziale per Giulia, diventa un ponte tra loro.
I protagonisti trovano nel caos di una piscina affollata il rifugio dalle loro pressanti problematiche; soprattutto sott’acqua, dove il senso delle parole svanisce a favore della melodia dell’introspezione.

Respiro di Emanuele Crialese, 2002
Ancora una pellicola che scivola nell’acqua
. Contribuisce all’effetto di dispersione sognante la colonna sonora di John Surman. Tanto è suggestivo il brano Nestor's Saga da poter benissimo accompagnare un rito di rebirth.
Lampedusa è un'isola a sud della Sicilia bella e arida con il suo mare blu perfetto, la comunità di pescatori e le sue bande di bambini chiassosi.
La vita è rassicurante nella sua immutabilità, quindi sia affascinante che crudele.
Grazia è la giovane madre di due adolescenti e un ragazzo. Amorevole, capricciosa e amante della libertà, mette un po’ a soqquadro le convenzioni dell’isola.
A causa dei suoi sorrisi sovversivi rischia di essere “deportata” a Milano
per essere curata dalla sua “pazzia”, ma Grazia fugge e si nasconde in una grotta fra le scogliere. 

La kryptonite nella borsa (2011) di Ivan Cotroneo, tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista e scrittore partenopeo.
Siamo nella Napoli vivida e caotica dei primi anni ‘70.
Peppino è un bambino miope, impacciato e sensibile. Suo cugino Gennaro crede di essere Superman e va in giro con tanto di calzamaglia blu e mantello. Quando questi muore cercando di fermare un autobus, Peppino, grazie alla sua immaginazione, lo riporta in vita come maestro di vita.
Valeria Golino è Rosaria, sua madre, di mestiere dattilografa; una donna che ha lasciato i sogni di gioventù a Procida ed è entrata in uno stato di depressione a causa della tresca del marito con la figlia della tabaccaia.
Il padre cerca di distrarre il figlio dalle scombinate vicende familiari regalandogli tre pulcini da allevare come animali da compagnia.
Peppino viene “adottato” dai suoi zii ventenni imbevuti di ideali hippie che lo portano in giro tra feste in scantinati, oscenità, acidi e collettivi femministi.
Una famiglia bizzarra e sopra le righe, oggi si direbbe disfunzionale: peace and love, lsd, amore libero e una dolce mamma che dal giorno alla notte si chiude in un incomprensibile silenzio.

Per amor vostro di Giuseppe Mario Gaudino, 2015
Ancora Napoli
. Anna Ruotolo soffre di ignavia ed è abituata a dire “nun è nient, fa nient”.
Ha una vita grigia (il film è girato apposta in bianco e nero, una decolorazione che richiama alla privazione di gioie). Ha un marito manesco e usuraio e tre figli, di cui uno sordo.
Per amore della famiglia si è lasciata spegnere lentamente fino a percepire se stessa come “una cosa da niente”.
Fa la suggeritrice in uno studio televisivo o meglio, il “gobbo umano”, perché il  protagonista della soap (di cui pian piano subisce il fascino) le battute le vuole scritte a mano.
Con le sue fragilità e il suo cuore immenso, Anna è sintesi e metafora della città in cui vive, che è sì capace di grandi slanci ma anche di girare la faccia dall’altra parte per quieto vivere.
Anna e Napoli fingono di non vedere il decadimento in cui sono sommerse, tirano avanti con passo nervoso...Generosa, barocca, tollerante e schiava dei doveri, Anna non sa come aiutarsi, come risalire a galla, ma la battaglia non è ancora persa.

Campo vuoto

Pot-Pourri: Decima Musa