Yusuke Asai, classe 1981, è nato a Tokyo, in Giappone.
La sua peculiarità è quella di dipingere muri non coi comuni colori ma usando elementi offerti direttamente dalla natura, principalmente fango, con cui realizza universi di piante, animali, persone e figure astratte che si intrecciano tra loro creando spettacolari murales.
Ecco come spiega questa scelta l’artista giapponese: “Ho scelto di usare la terra come mezzo della mia arte, perché riesco a trovarla in qualsiasi parte del mondo. La terra è per sua natura molto diversa dai materiali venduti nei negozi d'arte! In essa crescono i semi ed è la dimora di molti insetti e microrganismi. Si tratta di un mezzo vivente”.

Essendo cresciuto in un contesto urbano, lontano dalla natura, Asai ha cominciato a creare i suoi lavori con nastri, penne, polvere e con qualsiasi cosa gli sia capitato sotto mano. Sperimenta poi materiali naturali (foglie, terra, paglia, rami) e dal 2008 comincia a dipingere i suoi murales col fango in tutto il Giappone, dove ha tenuto mostre personali e presentato i suoi lavori a diversi Festival Internazionali di Arte Contemporanea. Tra questi ha partecipato al Wall Art Festival (WAF) organizzato da The Wall Art Project, un'organizzazione no-profit con sede a Tokyo che con questo festival mira a portare l'arte nelle scuole dei villaggi in India e in Tibet.

Così prendono vita questi meravigliosi dipinti fatti con il fango sulle mura di una classe presso la scuola Niranjana a Sujata Village, in India.
Un lavoro che raffigura un universo astratto e intricato, in cui lo sguardo dello spettatore si perde tra i dettagli che lo compongono.
Earth Painting - The Forest of Vows è stata chiamata l’opera, fatta esclusivamente di ciò di cui l'artista disponeva in loco: sette diversi tipi di terreno, sterco di vacca, ceneri, polveri, acqua e paglia.

Il rispetto per la terra dalla quale dipendono gli agricoltori locali e le loro famiglie è ciò che simboleggia il lavoro di Asai e attirare l’attenzione sulle condizioni di vita dei bambini e degli altri abitanti di questo villaggio l’obiettivo di questo progetto.

Dopo qualche settimana Asai, con l’aiuto dei bambini, ha rimosso l’opera e ripulito i muri, restituendo il materiale alla terra e insegnando agli alunni il significato della vita come ciclo.

Dipingo con la Terra dal 2008 e la maggior parte delle mie opere è già scomparsa! Desiderare un’opera d’arte permanente significherebbe rendere innaturale la mia pittura. E’ sempre triste cancellare una mia creazione, ma nel contesto del mondo naturale, tutto è temporaneo”. E’ questo il pensiero dell’artista giapponese che sembra rientrare assolutamente nel concetto di Effimerismo (Ephemeralism).
Restano foto e video a documentare l'incredibile opera.

#streetart #creative #RiCiclo
 

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Earth Painting - The Forest of Vows (India)

Pot-Pourri: Urban Art