Michael Kenna è uno dei fotografi di paesaggi in bianco e nero più apprezzati della sua generazione. I suoi scatti sono caratterizzati da una luce eterea e immateriale ottenuta fotografando con esposizioni fino a 10 ore. Le sue foto si concentrano sull'interazione tra le “effimere” condizioni atmosferiche del paesaggio naturale e i manufatti umani.
I suoi lavori sono stati oggetto di molte monografie e si trovano nelle collezioni permanenti di importanti musei internazionali.

Nato nel 1953 a Lancashire, in Inghilterra, in una famiglia cattolica irlandese, in giovane età aspirava a diventare sacerdote e all'età di undici anni entra in seminario. Tuttavia, l'arte prende rapidamente sopravvento su tutto. Studia pittura prima di conseguire la laurea in fotografia presso il London College of Printing. Inizialmente si concentra sulla fotografia commerciale, ma poi si rivolge presto ai paesaggi, specie dopo aver ammirato i lavori di Bill Brandt, Josef Sudek, Eugène Atget e Alfred Steiglitz, che tanta influenza hanno avuto sul suo immaginario.

Nel 1977 Kenna si trasferisce a San Francisco dove alcune gallerie sono già disposte a ospitare i suoi scatti. In California ha lavorato per oltre trent'anni. Ora vive a Seattle, è un viaggiatore instancabile e ha fotografato mezzo mondo, ma la Francia e il Giappone rimangono i suoi soggetti preferiti.

Kenna cerca interessanti composizioni e arrangiamenti all'interno della natura. È attratto da certi momenti del giorno e della notte, preferendo fotografare nella nebbia, nella pioggia e nella neve. Il cielo azzurro e il sole non lo ispirano. Inoltre fotografa solo in bianco e nero: “il bianco e nero è immediatamente più misterioso perché vediamo a colori tutto il tempo. È più silenzioso del colore”.

Michael Kenna trasforma il naturale nello straordinario registrando la presenza e l'assenza dell'uomo nel paesaggio. Inoltre ama fotografare da solo, in silenzio: “preferisco suggerire la descrizione. Il mondo è abbastanza caotico, apparentemente sempre più veloce e sempre più forte e visivamente denso. Sono interessato a trovare e a creare rifugi tranquilli dalla tempesta, luoghi dove la calma e la solitudine sono incoraggiati e la contemplazione interna è possibile”.

Per molti aspetti Kenna è un contemporaneo anacronistico nei confronti del pittorialismo -  il movimento estetico nato alla fine del XIX secolo per promuovere lo status della fotografia come una "vera" forma d'arte. I fotografi che aderirono a questo stile abbandonarono lo studio in favore degli spazi aperti e utilizzarono tecniche e processi per rendere l'immagine più simile a un disegno. Una tipica foto pittorica sembra mancare di una messa a fuoco e viene stampata in uno o più colori diversi dal bianco e nero. Non esiste una definizione standard del termine, ma in generale ci si riferisce a una tendenza in base alla quale il fotografo per "creare" un'immagine, anziché semplicemente registrarla, manipola ciò che altrimenti sarebbe una fotografia “diretta”. A partire dagli anni Trenta entra in voga il nuovo stile del modernismo fotografico e l'interesse del pubblico si sposta verso le immagini più nitide. Molti importanti fotografi del XX secolo hanno iniziato le loro carriere in stile pittorico, ma sono passati a una fotografia fortemente focalizzata.

Come la fotografia pittorica di Alfred Stieglitz, la fotografia di Kenna non cerca di presentare una copia accurata del mondo, ma di estrarre qualcosa di originale e emotivo da esso. Kenna stampa tutto il suo lavoro nella stanza oscura, assicurandosi che le tonalità delle sue immagini siano evocative piuttosto che informative, interpretative piuttosto che documentarie.

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Erhai Lake, Study 10, Yunnan, China 2014

Quixote's Giants, Study 2, Campo de Criptana, La Mancha, Spain 1996

Ratcliffe Power Station, Study 31, Nottinghamshire, England 1987

Scacchiera, Wimereux, France 2000

Swan Reflection, Lyme Regis, Dorset, England 1977

Forest Edge, Hokuto, Hokkaido, Japan 2004

 

Pot-Pourri: Fotografia