Tante le mostre e gli eventi in programma (fino al 10 luglio 2016) in diversi luoghi emblematici di Reggio Emilia.

A 30 anni da Esplorazioni sulla via Emilia, progetto espositivo del 1986 che univa con una pluralità di approcci fotografia, letteratura, musica e cinema intorno alla storica strada che dal “dal fiume va al mare”, Fotografia Europea avvia una nuova riflessione per immagini che partendo dalla via Emilia arrivi alle strade del mondo.

Con "La via Emilia. Strade, viaggi, confini" il festival riflette su quanto siano cambiate la pratica e la teoria fotografica, su come sia possibile raccontare le strade oggi, nel mondo contemporaneo.

#fotografia #FE

Filippo Minelli: Padania, 2014 - Padania Classics, divenuto poi un libro intitolato Atlante dei Classici Padani, è un progetto di documentazione e concettualizzazione del paesaggio del nord Italia.

Pasquale Bove - Viados Retate Italia Rimini e provincia anni 80-2000.
II progetto Italy & Italy nasce dall’incontro tra Pasquale Bove, fotografo di cronaca, e Luca Santese, curatore e cofondatore di Cesura.

Dal vasto archivio di Bove Santese ha selezionato 500 scatti realizzati tra il 1985 e il 1999, seguendo criteri di editing che muovono dalla presa d’atto che ad oggi non esiste una iconografia definita degli anni Novanta.

Questo periodo, pur essendo prossimo a noi, ci appare distante. Questi anni sono infatti caratterizzati da un paradosso: la nostra coscienza li percepisce come vicini, ma questo vissuto si rovescia nel momento in cui si entra effettivamente in contatto con “materiali” dell’epoca.

Lo scopo della selezione è stato quello di creare l’iconografia di quegli anni a partire da un loro frammento: la vita quotidiana e mondana riminese.

Rimini ha avuto negli anni Ottanta e Novanta un carattere paradigmatico di quella che può essere chiamata l’italianità. 

Antonio Rovaldi: Mo'dinna mo'dinna (I wanna go back home), Italia-America, 2016 - Modena, Utah.

Sulle origini del nome esistono ricordi diversi: “Mo’dinna mo’dinna”, avrebbe urlato un cuoco cinese mentre serviva la cena agli abitanti di una piccola cittadina del West americano nata a fine Ottocento lungo la Pacific Railroad, in mezzo al deserto che divide lo stato dello Utah da quello Nevada.

Altre fonti fanno risalire invece il nome a un operaio, forse di provenienza emiliana, che sempre al termine del XIX secolo, in preda a una forte nostalgia, avrebbe nominato il cantiere ferroviario in cui lavorava con il nome della sua città natale, Modena.

Oggi Modena (dagli abitanti pronunciato Modeenah) è quasi una ghost town, se non fosse per le cinque famiglie rimaste. C’è ancora un post office, una rugginosa pompa di benzina – no service available – e l’unico edificio in pietra ancora in piedi ospita la vecchia scuola dove insegnava la maestra Edna Thorley.

Paolo Ventura, Via Emilia

“Non conosco la Via Emilia: ci sono forse passato qualche volta quand’ero bambino. E’ un nome che mi evoca geometrie: una retta che attraversa degli alberi, quelli della Pianura Padana, ordinati, simmetrici che formano delle rette orizzontali e verticali. La mia via Emilia è come un disegno geometrico”.

#LorenzoVitturi, Giallo Mercatone, Parmigiano e Petalo

Sintesi SS9 è per Vitturi un percorso di raccolta e assemblaggio di frammenti, ritrovati lungo la via Emilia, nell’intento di cogliere l’immagine essenziale del territorio.

Vitturi non si è concentrato su una parte precisa della via Emilia, ma l’ha esplorata nella sua interezza, cercando di identificare i suoi elementi più iconici.

Durante la sua esplorazione Vitturi si è imbattuto di continuo in dettagli architettonici – capannoni industriali e grandi catene di distribuzione – che ha fotografato per poi presentarli nelle sue composizioni.

Questi sono i luoghi in cui raccoglie i materiali visibili nei suoi still-life: tessuti, materiale plastico, rottami industriali, così come prodotti alimentari locali.

L’osservazione dei materiali, che Vitturi assembla per mostrare la natura complessa della via Emilia, offre una chiara immagine dei cambiamenti avvenuti in questa zona.

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