Audrey Hepburn ha un meraviglioso gatto tabby in Breakfast at Tiffany’s. Emily the Strange, la ragazzina goth dei graphic novels, ha una sua posse composta da quattro gatti neri. Kim Novak in "Una strega in paradiso" usa le arti magiche del suo gatto Cagliostro per far innamorare il nuovo vicino di casa.

Si sa, le donne adorano i gatti e da essi sono ricambiate. Il feeling tra fanciulle e felini è quindi la cosa più “naturale” di questo mondo.

"Girls and Their Cats" è il progetto ongoing della fotografa di moda BriAnne Wills che da Brooklyn si è trasferita a New York nel 2014 insieme al marito e ai suoi due gatti “trovatelli”.

Una serie di donne vengono fotografate nella propria casa con i loro compagni felini. Lo scatto è anche l’occasione di raccontare la storia dell’incontro con il proprio pet (spesso sono gatti recuperati dalla strada) e i momenti che scandiscono le loro giornate.

La maggior parte delle protagoniste della serie è di NY (ma ha anche incluso alcune signore dell’Oregon). L’idea è quella di espandersi in diverse città del mondo e convertire l’operazione in un libro.

L’obiettivo di BriAnne Wills è quello di catturare il dolce legame che esiste tra le donne e i loro amici pelosi e mostrare sotto una nuova e positiva luce le Cat Ladies, gattare in lingua inglese.

Oggi, in Italia, il termine “gattara” si usa per definire le appassionate di gatti in generale (una trasvalutazione che in parte si deve alla legge 281 sul randagismo, che regolamenta il ruolo di questa figura e in qualche misura la riscatta).

Nel suo uso più letterale, la parola (di evidente origine romanesca) si riferisce alla donna che, volontariamente e con costanza, si prende cura dei gatti liberi nei contesti urbani. Si tratta di una figura che continua, purtroppo, a essere investita di tanti stereotipi negativi. Un preconcetto ricorrente e ostile della caratterizzazione è quello della follia.

La dissacrante enciclopedia “Nonciclopedia”, che, ahimè, gonfia spesso il suo umorismo di sessismo, offre una definizione che sintetizza lo stigma sociale che grava su questa figura: “La gattara è solitamente una vecchiaccia acida e trasandata che tenta di colmare un istinto materno irrisolto curando i gatti”.

Il progetto di BriAnne Wills è la prova di quanto questa “delucidazione” sia falsa e illegittima. Le gattare - commenta la fotografa - non sono pazze, ma carine, dolci ed eleganti.

#DelFelino #fotografia

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