Peter Fuss è lo pseudonimo di uno street artist polacco noto per i suoi “cartelloni pubblicitari” che commentano le attuali questioni sociali e politiche. I suoi poster in bianco e nero, semplici ma potenti, si occupano di religione, dell'autorità, delle turbolenze in Medio Oriente, nonché di situazioni più divertenti.

Il suo primo urban poster è stato creato a metà del 2006: è la sagoma di Papa Giovanni Paolo II insieme a Benedetto XVI.

I suoi interventi di street art, fin dagli esordi, sembrano attrarre le polemiche. Uno dei suoi pezzi più famosi è il cartellone di Obama morto durante la campagna presidenziale degli Stati Uniti del 2008. In bianco e nero, il grande murale riporta l'immagine dell’ex presidente apparentemente abbattuto dal proiettile di un assassino, con una goccia di sangue che esce dall'angolo della bocca.

Il suo uso di forme semplici è tagliente, persino brutale. Le sue provocatorie “installazioni” non hanno paura di prendere in giro famosi politici, ministri e, naturalmente, la Chiesa cattolica.

Del 2007 è la mostra intitolata ‘Jesus Christ, king of Poland’ che include screenshots di forum online pieni di espressioni e di dichiarazioni di natura antisemita e razzista (inclusi la rivista Fronda e il portale Polonica.net).
Nel database di quest’ultimo sito sono indicati i nomi di 2.000 persone ritenute "nemiche" della Polonia: ebrei e persone di origini giudaiche. In cima alla lista c'è l'artista di fama mondiale Magdalena Abakanowicz.

La mostra è stata chiusa tre giorni dopo l'apertura. L'intento dell'artista era quello di mostrare che il fondamentalismo religioso e il fanatismo, insieme a un "patriottismo" polacco che è un mix di xenofobia, omofobia e antisemitismo, fanno parte della vita di tutti i giorni. Peter Fuss stava cercando di far notare che la xenofobia e l'antisemitismo sono spesso nascosti sotto le maschere di "patriota" e "cattolico romano".

Uno dei suoi “post” presso la stazione ferroviaria principale di Danzica è veramente geniale: due cartelloni con due parole arabe dipinte in bianco su sfondo nero. Una delle parole significa "amore", l'altra "pace".
Il messaggio di Fuss è fortemente politico: la Polonia ha inviato truppe in Iraq e Afghanistan come parte della guerra al terrorismo guidata dagli Stati Uniti. La gente dovrebbe riflettere attentamente sulla convinzione diffusa dopo gli attacchi dell'11 settembre che tutto ciò che è arabo è pericoloso.
Tutti noi abbiamo bisogno di superare la visione stereotipata secondo cui la cultura araba riguarda solo la distruzione.

La strategia che Peter Fuss sta usando è chiamata jamming culturale. Ha radici nel concetto tedesco di Spasguerrilla (o guerrilla humor) e nel movimento artistico situazionista degli anni '60.
È una tecnica sovversiva che mira a creare confusione nella cultura dominante. Culture jamming è l'atto di trasformare un pezzo di mass media - come un cartellone pubblicitario - in uno spazio per fare un commento; è una forma di attivismo pubblico che è in opposizione a qualsiasi spirito commerciale o immagine corporate.

I lavori di Fuss sono stati esposti in gallerie e festival in tutta la Polonia e oltre. Nel 2013 ha realizzato Don't Think per il Katowice Street Art Festival, un murale monocromatico su larga scala con più di sessanta immagini di un uomo d'affari, con il testo “Non pensare, non chiedere, paga le tasse, vota per noi”.

#streetart #historia #rebels

Your Empire Gdynia, 2014

Don’t Think, Katowice

Fucking Weather

Garden Popes Exhibition Santo subito, Galeria Studio BWA, Wroclaw, Poland, 2007

Who killed Barack Obama? – part of the exhibition Out of Sth, Wroclaw, Poland, 2008

Peace & Love

 

Pot-Pourri: Urban Art