"È stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra
è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati".
Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone
rispondeva a coloro che gli chiedevano perché
componesse le sue opere in mollica di pane.
Stefano Benni (da La Compagnia dei Celestini)


Stop all’Antropocentrismo” potrebbe essere il motto distintivo dell’artista Gola Hundun, che si sente più vicino alla sfera vegetale e animale che a quella umana.

Nato a Cesena nel 1982, Gola Hundun si avvicina alla street art giovanissimo. Studia all’Accademia di Belle Arti di Bologna e nel 2004 si trasferisce a Barcellona, città artisticamente molto viva che lo riporta all’arte di strada. E’ nella città catalana che si avvicina sempre più al senso estetico sudamericano, più colorato e spirituale.

Gola Hundun è il suo nome d’arte: particolarmente attratto dall’anatomia umana, sceglie Gola - durante il periodo universitario a Bologna - perché rappresenta lo strumento con cui ci esprimiamo. Il cognome Hundun - più mistico e da guerriero - arriva più tardi: deriva dalla mitologia cinese e rappresenta il caos primordiale, una sorta di big bang.

Vegetariano dall’età di sedici anni, crede profondamente che l’uomo è solo uno degli innumerevoli elementi dell’universo, quindi è tenuto a rispettare tutte le altre forme di vita e a vivere in armonia con animali e vegetali: è questa la filosofia - il Biocentrismo - che ispira le sue creazioni dai colori forti e vicine allo stile bambinesco dell’Art Brut.

“L’idea che motiva il mio lavoro è il tentativo di liberare parte dello spazio naturale che noi umani abbiamo conquistato e battezzato come nostro, affinché altre specie possano tornare ad usarlo”.

Quella di Gola Hundun è una profonda riflessione sulla relazione simbiotica - e allo stesso tempo conflittuale - tra l’essere umano e la biosfera, che ha importanti conseguenze sull’equilibrio del pianeta: l’uomo e le sue attività sono le principali cause delle modifiche ambientali e climatiche.

La sua poetica - di grande spessore - si nutre delle tante culture che incontra durante i suoi viaggi: le tradizioni religiose e le trasfigurazioni pagane, i culti africani mischiati con le iconografie cattoliche e lo sciamanesimo.

Gola Hundun attualmente vive e lavora tra Rimini e Barcellona.
Ospite della manifestazione CVTà Street Fest 2017, ha partecipato a numerose manifestazioni e realizzato importanti progetti in Brasile, Palestina, Russia, Giappone, Kazakhstan e recentemente a Miami e a Santo Domingo.

Il concetto della coesistenza e temi come ecologia, ritorno alla terra e vegetarianesimo sono protagonisti anche della sua pittura su supporti tradizionali a cui si dedica parallelamente, ma il lavoro en plein air lo appaga di più: oltre ai murales, Gola Hundun crea installazioni nel contesto dello spazio pubblico, come le casette nido per diversi tipi di animali, tra cui uccelli e api.

Il progetto Arniul (o Bees's Totem) nasce come pretesto per attirare l'attenzione sulla questione delle api - ormai a rischio di estinzione - e per informare le persone sull'importanza del ruolo che hanno per l'ecosistema”.

Gola Hundun ha progetti ambiziosi. “Riforestare” è la parola d’ordine: portare il verde in città, non solo in maniera astratta disegnandolo, ma portandolo proprio fisicamente con “l’obiettivo di incrementare l’habitat della fauna urbana, creare distensione visiva ed emotiva per i cittadini, filtrare lo smog, e tanto altro”.

La sua missione è un ritorno della natura negli spaziantropomorfizzati”.

#streetart #green

Waiting for Food - Gola Hundun installation - Québec, 2010

Gola Hundun mural - Milano, 2010

Rebirth - Artbat Festival ad Almaty - Kazakistan, 2013

Arniul (or Bees’s Totem) - Gola Hundun installation, 2015

Risveglio, Gola Hundun mural for ALTrove Project - Catanzaro, 2016

Gola Hundun mural - Montreal, 2010

Pot-Pourri: Urban Art