Irina Kuznetsova, ucraina di Odessa, non è una fotografa professionista. Le foto sono il suo hobby. I collages, che realizza da tanti anni, sono solo uno sfogo della sua immaginazione.

Irina deve senz’altro essere un tipo bizzarro a giudicare dalle incredibili composizioni che realizza. Il bisogno di sdrammatizzare informa stile e figure. Il suo soggetto preferito sono i gatti, rivisitati in chiave surrealistica. La sua passione per i mici forse non è un caso, visto che, usando le parole di Elisabeth Smart, “i gatti sono le creature più libere, giacché ben poche persone serbano loro rancore”.

Una mente fresca e una creatività impressionante sono alla base delle serie che ha creato finora. Le sue foto sono una finestra invitante per la fantasia.

Oltre alle figure classiche, le influenze di molti altri artisti sono rintracciabili nei suoi montaggi fotografici, come ad esempio le “finestre impossibili” di Sandro del Prete.

Chi pensa che il collage non sia arte dovrà ricredersi. Il collage consente l'apertura della coscienza ed è anche un modo per guardare “ciò che consumiamo”.

Dagli esperimenti di Picasso e Braque ai capolavori pop di Richard Hamilton, il collage è stato uno strumento primario degli artisti del ventesimo secolo.
Oggi più che mai il collage - la giustapposizione di immagini e idee, il questionare le tradizionali forme artistiche alte e basse, il sintetizzare materiali in nuovi contesti estetici e concettuali - rimane un importante medium trasversale per chi opera nell’ambito delle arti visive.

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Congratulazioni cara!

 

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