“No animal has more liberty than the cat,
but it buries the mess it makes.
The cat is the best anarchist”.


Un gatto polidattile è un gatto con un'anomalia fisica congenita che fa sì che nasca con più dita (su una o più delle sue zampe) del solito. I gatti con questo tratto geneticamente ereditato si trovano più comunemente lungo la costa orientale del Nord America (negli Stati Uniti e in Canada) e nel sud-ovest dell'Inghilterra e del Galles.

I gatti polidattili in passato godevano di una certa popolarità come gatti di bordo.
Sembra esserci accordo sul fatto che l’anomalia si diffuse come risultato di gatti trasportati su navi originarie di Boston (Massachusetts).

I marinai li apprezzavano per le loro straordinarie capacità di arrampicata e caccia, quindi erano validi aiutanti nel controllo dei roditori. Certi pensavano che portassero fortuna in mare e che garantissero “passaggi” sicuri.

Alcune fonti dicono che questi gatti sono rari in Europa perché in epoche lontane venivano uccisi in quanto “amici delle streghe”.

Lo scrittore premio Nobel Ernest Hemingway era appassionato di questa particolare tipologia di felini, che viene infatti indicata anche come "gatto Hemingway".

A Hemingway piacevano le belle storie. La leggenda dei "gypsy cats" marinari non fece eccezione.

Nei bar e nelle banchine delle barche vicino alla sua casa sull’isola di Key West (Florida), Hemingway ascoltò storie di gatti a sei dita con poteri magici. Quando il capitano Stanley Dexter sentì che il romanziere era interessato ai felini zingari, gliene diede uno dei suoi. I figli di Hemingway, Patrick e Gregory, chiamarono il gattino Biancaneve.

E da Biancaneve in poi è arrivato il resto del clan. Si dice che Hemingway avesse almeno 150 gatti tra le sue case di Key West e Cuba.

Hemingway chiamava i suoi gatti con i nomi di personaggi famosi; c’era perfino Gertrude Stein.

Alla sua morte nel 1961, la casa di Key West è diventata un museo e una dimora per i suoi gatti e attualmente ospita circa cinquanta discendenti dei suoi primi abitatori.

Un cartello all'ingresso principale informa i visitatori: “puoi accarezzarli, puoi parlare con loro, puoi chiedere loro una consulenza, ma non puoi prenderli”.

Oltre ai fan dei libri di Hemingway, ci sono visitatori che vengono per l'architettura della casa (unica nel genere), per i rigogliosi giardini subtropicali, per la storia in se stessa, e poi ci sono quelli che vengono solo per passare un po' di tempo con i simpatici gattini multi-dita.

#ChiccadellaRedazione #DelFelino #gitaneo

I gatti di Hemingway - storytelling

I gatti di Hemingway - storytelling

Hemingway House - dipinto di Lucie Bilodeau

Ernest Hemingway & his cat Cristobal, July (1942)

I gatti di Hemingway - storytelling

I gatti di Hemingway - storytelling

 

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