Orgosolo è un piccolo e apparentemente sonnolento comune nella Sardegna centro-orientale, molto noto sia nell'isola che nel resto del paese per il suo passato burrascoso.
Questo è il luogo dove i malintesi si risolvevano con faide che coinvolgevano intere famiglie per generazioni.

Verità o leggenda, c'è tutta una tradizione orale di racconti attorno al passato di Orgosolo: storie di violenza, illegalità e complicità ampiamente condivise da altri villaggi dello stesso territorio in provincia di Nuoro, la Barbagia.

A parte le storie di omicidi e rapimenti, Orgosolo è famosa anche per i suoi murales.
Gli artisti locali hanno dipinto le pareti della città con le storie del suo passato e con i racconti che riproducono i principali eventi della storia d'Italia e gli affari del mondo.

Tutti i graffiti hanno un forte background politico e sono molto controversi nella misura in cui attaccano apertamente i personaggi storici considerati come "eroi" dai media mainstream e dai libri di testo scolastici.

Oltre ai murales politicizzati, ci sono quelli che raccontano la vita dei pastori, delle donne intente a lavare i panni o a prendere l’acqua alle fonti.
I gesti quotidiani e le tradizioni di questa meravigliosa terra ricca di contrasti sono ora opere d'arte tutelate dalla Regione.

Il primo murale a Orgosolo fu realizzato nel 1969 da Dioniso, nome di un collettivo di anarchici. In effetti alla fine degli anni ‘60 queste terre diventano rifugio per i banditi, teatri di vendette, di lotte e rivendicazioni.

Le proteste trovarono (e trovano) espressione in una forma d’arte e di arredo urbano che ha un forte impatto sociale, in altri termini un linguaggio che fa rumore!

Il patrimonio artistico di Orgosolo oggi annovera più di cento opere.

#streetart #rebels

Murale dedicato alle donne, alle madri e alle lavoratrici

Murale che fa riferimento alla guerra civile spagnola

Murale che fa riferimento alla Rivolta di Pratobello, il borgo dove lo Stato italiano si arrese alla rivolta nonviolenta degli orgolesi che nel 1969 si opposero a un’ordinanza militare che prevedeva l’utilizzo di quell’area (usata dai pastori) per realizzare un poligono da tiro e di addestramento per l’esercito.

Murale dedicato ai diritti delle donne

Murale che allude alle truppe piemontesi quando hanno invaso l'isola riducendo i nativi allo status di schiavi, chiamando "banditi" i manifestanti e saccheggiando le loro terre e risorse.

Murale in memoria di Carlo Giuliani, attivista ucciso dalla polizia durante una protesta contro il G8 di Genova (2001)

 

Pot-Pourri: Urban Art