Curtis Talwst Santiago è un artista multidisciplinare trinidadiano-canadese che vive e lavora tra Brooklyn, New York e Johannesburg.

Circa dieci anni fa l'artista riceve un vecchio contenitore di anelli da un venditore di strada parigino che gli dice: "Voglio vedere quello che fai con questo". Talwst pensa bene di porci dentro una figura in miniatura che emerge da un piccolo paesaggio marino. Da allora va a caccia di custodie per anelli nei mercati antichi al solo scopo di creare diorami di scene ispirate alla cultura pop, agli eventi attuali e alle esperienze personali. "Mi piace captare ricordi e momenti fugaci", dice.

Nasce così la serie Infinity: "Voglio che lo spettatore apra la scatola e senta di essere stato trasportato in un altro mondo".

Attraverso il suo lavoro Talwst esamina la storia dell'arte, inserendo elementi di culture diverse per arrivare a un pubblico più vasto e sperando di ampliare i canoni artistici nel loro complesso.

La sua pratica esplora il transculturalismo e la memoria. I sui temi generali sono legati al tempo e allo spazio, al senso di vastità e fragilità del mondo in cui abitiamo.

La serie Infinity considera l'assenza di certe narrazioni nella cultura dominante per mettere in discussione il farsi della comprensione storica. Incastonati in strutture che proteggono e trasportano oggetti preziosi attraverso le generazioni, i ringbox diventano il simbolo delle “pratiche” storiche orali.

La miniatura agisce come un riflesso della minimizzazione e del silenzio su queste storie e ribadisce la lontananza tra esse e la cultura che detiene il potere e le tiene al margine.

L’esperienza di Santiago di crescere in una famiglia trinidadana sullo sfondo della società canadese spiega il suo interesse a raccontare le storie silenziate dalla civiltà “regnante”, in particolare le narrazioni della cultura africana e dei Caraibi.

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