Far nascere immagini partendo da un sogno è la cosa più bella che ho appreso dal creato. Da piccoli avete imparato a parlare e vi hanno detto che con le parole vi potevate far capire. Ci sono periodi della vita in cui le parole non bastano e vi sentite come se non riusciste ad esprimere quello che realmente siete. Trovate il modo, ne esistono tanti, mostrate la vostra vera natura mostrando il vostro vero pensiero!”

Quello di Tiler - il misterioso street artist che si nasconde sotto una maschera da scimmia - è un invito a guardarsi intorno, a non comportarsi come automi e a prendersi cura della propria città.

I luoghi abbandonati sono i destinatari perfetti dei suoi lavori su piastrelle: mosaici realizzati nel suo laboratorio (che chiama “baracca”) e incollati, di notte, sui muri delle città. In particolare Genova, la sua città: risvegliare il senso civico dei genovesi è il suo intento dichiarato, anche se ha già piastrellato qualche muro di Bologna e Milano.

Tiler è un creatore di immagini con due grandi passioni, per il disegno e la fotografia. Le sue opere nascono da uno scatto che attraverso la manipolazione digitale diventano qualcosa di completamente diverso dall’originale: a volte “mute” altre “con tanto da dire”, le immagini così create vengono applicate sui suoi mosaici di piastrelle.

Un cane astronauta, una donna con ali da pollo, un poliziotto trasformato in una marionetta, Obama ballerina: soggetti surreali talvolta con precisi riferimenti alle realtà urbane. Così su un muro di una zona fortemente degradata dietro al Teatro Carlo Felice (il principale teatro genovese e uno dei più noti in Italia) appare un ippopotamo nel barile, oppure una farfalla su un pilone di cemento armato della galleria di Corte Lambruschini (un’opera dedicata al cosiddetto “bruco”, la passerella contestata per tanti anni e poi rimossa) a cui ha dato il nome dimetamorfosi di un fallimento”. E ancora, una splendida gatta in abito da sera rosa e un piccolo topo sono "I promessi sposi" in Piazza Rossetti, alla Foce (un quartiere di lusso ma anche l'unico posto - scrive - dove sono stato rapinato in pieno giorno).

Un mondo di metafore che, a ben guardare, appartengono a ciascuno. Creatività e Distruzione: ambedue presenti nel DNA dell’Uomo.

Denunciare il degrado urbano e regalare un’emozione a chi sembra averla persa: questi gli obiettivi delle sue installazioni oniriche. Perché Tiler, nonostante l’anonimato, il suo pensiero lo esprime in maniera chiara e decisa attraverso i social.

Abbiamo dimenticato il valore dell'essenziale. Tra le sue dichiarazioni, si possono leggere indicazioni-provocazioni coerenti allo stile delle sue creazioni:

“spendiamo Soldi per mangiare e ne spendiamo ancora di più per dimagrire, facciamo un prestito con rate per due anni per andare ai Caraibi e magari non abbiamo mai visto Roma, cambiamo auto continuamente perchè è uscito il modello nuovo con i fari più moderni, compriamo ogni anno un telefono che è la copia identica di quello prima ma con una pubblicità migliore e un prezzo più alto…”

“Provate a fermarvi a pensare. Qual è la rivoluzione più grande che possiamo fare? Smettere di consumare il superfluo.
Il problema non sono le multinazionali, le case farmaceutiche, le banche o i trafficanti d'armi, il vero problema siamo noi… abbiamo lasciato il potere ad un susseguirsi di politici che sempre più si sono allontanati dalle nostre vite, al punto di diventare una razza a sé… Così vi è dato sapere che in un futuro non troppo lontano a governarci saranno dei rettili, le loro lingue biforcute le potete già trovare in alcuni rappresentanti dei giorni nostri”.

#streetart #rebels #green

Rettili al potere

I Promessi Sposi

Cavallo Brendizzato (per i perfettini, la e è voluta)

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La Metamorfosi di un Fallimento

Il cane astronauta

Pot-Pourri: Urban Art