Dance and photography give me a sense of unity.

Originaria della Bretagna, Aëla Labbé si è trasferita in Olanda per studiare danza contemporanea.
In primis una ballerina, Aëla Labbé ha poi deciso di dedicarsi all’esplorazione poetica della fotografia.
I suoi lavori sono apparsi in importanti riviste indipendenti internazionali e sono stati esposti in Francia, Italia, Spagna, Regno Unito e USA.

L'essenza della sua fotografia sfida un'interpretazione o una semplice analisi. Sguardi e gesti ambigui di caratteri parzialmente oscurati fungono da metafore della natura evasiva dell'inconscio. Le immagini, quasi immateriali per la loro capacità di sondare la coscienza, sono imbevute con sfumature brunite di sogni di mezza memoria...

Le fosche mise-en-scène ricordano i film giapponesi anni ‘60 o le ghost stories kaidan. Kaidan è una parola giapponese composta da kai che significa "apparenza strana, misteriosa o rara" e dan che significa "discorso" o "narrazione recitata".

I protagonisti di questo mondo incantato - e quasi posseduto - si trovano intrecciati in paesaggi in cui il sole esiste solo come un bagliore vaporoso e indeterminato.

Come per l’andamento illogico dei sogni, gli eventi sembrano svolgersi senza i confini convenzionali del tempo e dello spazio; la nostalgia di un passato appena intravisto scorre attraverso il presente immaginato dalla fotografa.
In definitiva quello di Aëla Labbé rappresenta un viaggio sonnambulistico nei regni del misticismo e della ritualità che solo gli iniziati possono penetrare appieno.

#fotografia

Abyss

Portraits

First monography: L'ABSENTE

Children of the Wolf

Serie MOSI: Iceland, 2016

Sweet Surrender

 

Pot-Pourri: Fotografia