Allora devo aprirla io la porta?

Icona dell’arte canadese, Alex Colville (1920-2013) dipinge una tensione elusiva catturando momenti perennemente al limite del cambiamento e dell'ignoto, sempre invasi da un profondo senso di pericolo.

I suoi dipinti rappresentano - in una forma di noncuranza iper-vigile - le disposizioni al male e all'innocenza: figure ed eventi della vita quotidiana vengono trasformati in archetipi della condizione umana e la visione avviene come se ci si trovasse soprappensiero.

La pittura di Alex Colville ha un incredibile legame con le prospettive di molti importanti personaggi del cinema, della letteratura e della musica.

Tre suoi dipinti compaiono in Shining: Woman and Terrier, Horse and Train e Moon and Cow.

May Day - un acrilico del 1970 - non appare nel film di Kubrick (che è del 1980), ma se c'è qualche dipinto di Colville che mostra immediatamente una chiara affinità con il film, è questo. Anteriore alla pellicola, raffigura una donna apparentemente scoraggiata accasciata contro un Maggiolino giallo con una foresta alle spalle che ricorda i sempreverdi che circondano l’immaginario Overlook Hotel.

La foresta: già in Fear and Desire (Paura e desiderio, 1953) Kubrick impiega un territorio montagnoso come scenario surreale in cui accadono eventi inspiegabili.

C’è di nuovo una foresta magica in Lolita (1962): i murales enigmatici sulle pareti dell'hotel Enchanted Hunters - cacciatori estasiati da una giovane ninfa - creano un ambiente ambiguo per la "seduzione" di Humbert.

Il titolo May Day è altrettanto ambiguo. E’ il 1° maggio? Sì, ma connota anche un'emergenza. Significa infatti "aiutami", derivato dal francese m'aider. Il titolo del dipinto ricorda non solo l'isolamento dei Torrance al lodge di Shining, ma si richiama alle due auto nella scena di apertura del film che sono sul ciglio della strada - una prima e l’altra dopo il tunnel - e che, insieme al tema musicale del Dies irae, accompagnano Jack Torrance e famiglia nel loro viaggio verso il lodge tra distese di conifere.

Chi analizza l’arte di Colville si trova in una condizione simile a quella del guardone, come colui che osi avventurarsi nella dimensione - privata eppur universale - della sostanza delle cose.

Ci si ritrova persi in mezzo a una tempesta di pensieri ed emozioni, senza sapere esattamente cosa pesare o dove andare, accecati da un biancore che blocca la nostra percezione delle cose per manifestarsi come un tutto identico che toglie ogni punto di riferimento.

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May Day, 1970

Family and rainstorm, 1955

Moon and cow, 1963

Horse and train, 1954

Dog, Boy, and St. John River, 1958

Pacific, 1967

 

Pot-Pourri: Arte Contemporanea