Street artist australiano, Guido Van Helten (classe 1986) è cresciuto a Brisbane e sin da giovanissimo ha fatto parte del mondo dei graffitari.
Si trasferisce a Lismore, New South Wales, dove studia Visual Arts presso la Southern Cross University.

Per lo più monocromatici, i ritratti fotorealistici di Van Halten ricoprono intere facciate di grandi edifici.

Come vecchie fotografie in bianco e nero, quasi mai riflettono unicamente criteri di bellezza estetica. Dall’Australia al Messico, fino all’Europa dell’est, uno spessore sociale sottende progetti sapientemente connessi alle realtà in cui vengono realizzati: la repentina de-crescita sociale direttamente proporzionale allo smodato e apparente sviluppo, il multiculturalismo, la violenza sulla donne, la gestione degli spazi pubblici.

Tra i suoi ultimi lavori spicca per l’impatto sulla memoria collettiva il murale realizzato a Cernobyl, in Ucraina, in occasione del 30° anniversario dal disastro nucleare (26 aprile del 1986).

Nel 2016, col suo progetto sui silos, è tra i finalisti del Sir John Sulman Prize (tra i più prestigiosi premi nell’ambito artistico dell’Australia) presso l’Art Gallery of NSW, Sydney.

#streetart

Guido Van Helten mural - Messico, contro la violenza sulle donne

Guido Van Helten mural - Chernobyl

Guido Van Helten mural - Brim Silo Art project, 2015
Sir John Sulman Prize Finalist, Art Gallery of NSW, 2016

Guido Van Helten mural - Melbourne, Australia
“Falling, to move from a higher to a lower level, typically rapidly and without control”

Guido Van Helten mural - Wollongong, Australia 2015
dalla ph di David Dare Parker scattata a Dili, capitale di Timor Est (un Paese del sud-est asiatico) durante la crisi del 1999 e con riferimento alla storia del multiculturalismo australiano, dei rifugiati e richiedenti asilo

Guido Van Helten mural - Minsk, Bielorussia

Pot-Pourri: Urban Art