Il GAM di Palazzo Pitti ospita la mostra “Labirinto Alinari”: una selezione delle opere degli anni '70 realizzate dall’eclettico pittore fiorentino Luca Alinari: un protagonista della pittura italiana degli ultimi quarant’anni.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione fra l’Accademia delle Arti del Disegno e la Galleria degli Uffizi di Firenze (fino al 24 luglio 2016).

Una particolare fase d’esordio della sua pittura (che gli valse la convocazione alla Biennale di Venezia nel 1982) quando Firenze, dove il pittore è cresciuto e si è formato, era in pieno fermento culturale e viveva gli anni della contestazione e della sperimentazione artistica.

Nel nucleo dei quadri esposti è facile riconoscere i soggetti e lo stile che avrebbe sviluppato nei decenni successivi. Fanno infatti la loro prima apparizione i motivi divenuti tipici dell’artista: le sue “stelle e stelline” declinate in infinite combinazioni, i paesaggi densi di componenti magiche, i personaggi maschili e femminili dalle forme serpeggianti e dai colori rosei.

Critici ed estimatori hanno tentato di inquadrare la sua posizione come Metafisica, Surrealismo, Realismo magico, Pop Art, Neo Dada, ma la sua estetica è difficilmente riconducibile a una corrente specifica.
Dell’attitudine concettuale di quel periodo sono però una spia i titoli scelti da Alinari per i suoi quadri: titoli ironici e surreali che sembrano inventati al momento, come “L’automa di sé”,  “La Coperta di Girolamo Induno” o “Poco Universo”.

La sua opera si colloca storicamente a metà tra il Concettualismo degli anni Sessanta-Settanta e il ritorno alla pittura degli anni Ottanta, con la Transavanguardia e i Nuovi-nuovi, di cui è senz’altro uno dei più ricercati anticipatori. Anche per questa ragione la produzione di questa sua prima stagione, fatta di automi, elettrodomestici e arredi igienici, merita di essere riscoperta.

L’altra motivazione è che la fascinosa pittura di Alinari è pur sempre, citando Saramago “una pittura attraente, con qualcosa di segreto che non si rivela mai completamente”.

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