La Land Art è una forma d’arte contemporanea nata negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta, quando un gruppo di artisti - delusi dall’esito delle trasformazioni di quegli anni - intese proporre una nuova visione della realtà, con un'apertura provocatoria della cultura di élite a quella di massa, in virtù di un rinnovato e diretto rapporto tra arte e vita.

Musei e gallerie come luoghi dell’opera d’arte sono i bersagli principali dell’atteggiamento rigorosamente anti-formale di questa nuova tendenza.

Gli anni ‘60 sono anni di profonda tensione e sfiducia per i paesi occidentali: lo sviluppo tecnologico e le complesse dinamiche del consumismo - frutto dell'immediato dopoguerra - producono un cambiamento dei rapporti sociali che coinvolge indistintamente sia l’America che l’Europa.

E’ in questo momento che, tra New York e i luoghi sconfinati dell'Ovest americano, vengono proposte esperienze creative al di fuori degli spazi espositivi “ufficiali” e in antitesi con il figurativismo della pop art. In particolare nell’ambito dell’arte concettuale si ipotizzano mezzi e modi espressivi non tradizionali.

E con questo spirito si realizzano le prime opere di Land Art, definite anche Earth Art/Works. L’intervento diretto sulla natura - in contrapposizione allo sfrenato tecnicismo e urbanesimo di quegli anni - diventa una proposta per ripristinare un legame unico tra l’individuo e il suo habitat e un tentativo di sensibilizzazione alla salvaguardia dell’ambiente.

Richard Long, Robert Smithson, Dennis Oppenheim, Michael Heizer, Walter De Maria e Christo sono tra i primi artisti ad agire direttamente sul territorio con materiali naturali destinati a rapido decadimento. Con l’obiettivo di realizzare un’esperienza esemplare, modificano temporaneamente i paesaggi con espressioni artistiche che lasciano tracce esili: tutte opere dal carattere effimero, che gli artisti stessi provvedono a proteggere dall’azione del tempo con fotografie e riprese video.

Qualche esempio: i cerchi nella neve o i solchi tracciati in un campo di grano da Oppenheim, gli interventi su prati e dune di sabbia di Richard Long, lo scavo profondissimo effettuato da Heizer nel deserto del Nevada, l’impacchettamento di migliaia di metri quadri di costa australiana a opera di Christo e la gigantesca installazione che Walter De Maria realizza con 400 pali metallici che fungono da parafulmini e che - in particolare durante i temporali - producono straordinari effetti di luce.

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Robert Smithson - Spiral Jetty - Earthwork realizzato a Rozle Point, presso il Grande Lago Salato dello Utah, 1970

Christo - Wrapped Cost - “impacchettamento” della scogliera di Little Bay, a Sidney, 1969

Walter De Maria , The Lightning Field - installazione realizzata in New Mexico, 1977

Dennis Oppenheim - Annual Rings, 1968

Andy Goldsworthy - Stone House, 1997

Richard Long - Connemara Sculpture, Ireland, 1971

Pot-Pourri: Arte Contemporanea