Street artist milanese, Biancoshock vive e lavora nella città meneghina.
Ha realizzato centinaia di interventi per le strade di Italia, Spagna, Portogallo, Croazia, Ungheria, Repubblica Ceca, Malesia… Umoristiche o provocatorie ma sempre intelligenti e fantasiose, le sue creazioni diventano tanto più bizzarre e talvolta grottesche quanto più l’argomento è rilevante e delicato.

Le sue installazioni e performance, giocose e sorprendenti, portano al limite temi spinosi e verità scomode attraverso un punto di vista nuovo e tutt’altro che convenzionale. E’ lui stesso a dire che “proposto in maniera ironica e leggera un messaggio diventa più potente. All’inizio si sorride e dopo lo stupore si arriva al concetto che svela il disagio comune a tutti”.

Sensibilizzare l’opinione pubblica è da sempre l’obiettivo di Biancoshock che con originalità e sottile ironia denuncia le condizioni drammatiche di chi, ancora oggi, è costretto a vivere un’esistenza ai margini

E’ l’ideatore e promotore dell’Effimerismo (Ephemeralism), una nuova corrente di pensiero che si prefigge lo scopo di produrre opere d’arte che esistano in maniera limitata nello spazio ma che persistano in maniera infinita nel tempo sfruttando la fotografia, i video e la viralità dei social networks.
In fondo l’Effimerismo ha le sue radici nella natura stessa della Street Art e nella modalità espressiva dell’arte concettuale.

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BorderLife è uno dei suoi ultimi progetti (2016) che interessa alcune aree dismesse tra Lodi e Milano: tre tombini trasformati in appartamenti in miniatura completi di arredamento. Biancoshock spiega da dove ha tratto l’idea per questa installazione: "Mi sono ispirato alla condizione di centinaia di persone che a Bucarest vivono sottoterra, nelle fogne... A Milano la situazione non è così estrema, ma anche qui abbiamo tante persone che vengono costantemente ignorate, nonostante abitino in superficie e le loro difficoltà siano sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole”.

NoJoy - Milano 2016
Il car sharing, l’auto condivisa, è un servizio che negli ultimi anni si è affermato in moltissime città in Europa e nel mondo.
Molte aziende private o statali stanno investendo in questo servizio di successo, ma nessuna ha pensato di estendere il servizio di car sharing alle persone disabili, con handicap, quelle persone che più delle altre necessitano di assistenza e di un servizio che possa agevolarli negli spostamenti quotidiani.
Per questa azione è stato reinterpretato il logo di una delle più famose compagnie di car sharing italiane (Enjoy, promossa dal gruppo Eni) per sottolineare il problema della mancanza di attenzione nei confronti dei più svantaggiati.
L'azione non vuole essere una critica nei confronti del marchio in questione, ma una proposta per offrire un nuovo servizio a persone che necessitano di maggior assistenza.

24/7
In occasione del festival di arte urbana Memorie Urbane 2015, tenutosi a Gaeta, in provincia di Latina, l'artista installa una casa sulla struttura di un’impalcatura.
L'installazione distorce ironicamente il concetto di residenza d'artista e sottolinea un aspetto intimo della vita dell'artista urbano, una vita apparentemente affascinante, itinerante e ricca di emozioni. Ma in realtà tutto questo implica sacrifici nelle relazioni, nelle amicizie e nei propri spazi privati.
L'impalcatura, fedele compagna dell'artista urbano, diventa una vera e propria casa con tutto l'essenziale per viverci.
La cosiddetta residenza d'artista spesso consiste in interi giorni spesi sul trabattello, sotto la pioggia o il sole a picco, per lasciare un contributo artistico alla città e alla sua comunità.
Il lavoro rientra nel concetto di ciò che l'artista chiama Effimerismo (Ephemeralism).

Public Speech: immagine contemporanea della politica e del rapporto tra politico e cittadino: spazzatura che tratta lo stesso popolo (che lo ha eletto?) come spazzatura, infatuandolo e ingannandolo con false promesse. Inutile lamentarsi, spesso accettiamo di essere trattati come rifiuti!
L’intervento è ispirato da un avvenimento accaduto in Ucraina, dove il popolo, per contestazione, ha fisicamente gettato nel cassonetto dell’immondizia un parlamentare. Accadeva a Kiev nel 2014.

In-globalized - Praga, 2013
Nel 2013 l’artista sceglie le strade di Praga per un intervento ancora una volta fortemente provocatorio.
Con In-globalized, Biancoshock gioca con il significato di globalizzazione.  L’esigenza di far parte di un meccanismo economico di scala mondiale ha portato come conseguenza una crisi che tarda a riassorbirsi e chi è tagliato fuori si ritrova a vagare tra i tessuti cittadini completamente inglobato, assorbito in una società figlia dei cambiamenti sociali, politici e soprattutto economici apportati dalla globalizzazione. E allora dove sono tutti questi benefici?

All you can eat - Street performance con Elfo, Milano 2012

Pot-Pourri: Urban Art