Di Federico Uribe ci si è già occupati a proposito dei dipinti realizzati con i cavi elettrici. Si torna a parlare di lui per introdurre le altre declinazioni della sua arte.

Pencilism è una serie di opere nelle quali Uribe utilizza matite colorate frammentate a fascette in plastica per “scolpire” incredibili paesaggi, animali, figure umane, anche in tre dimensioni.

Shoe Laces sono opere realizzate con stringhe di scarpe, i lacci delle comuni sneakers.

Un ciclo di sculture si chiama invece “We’re at peace”. Per questa serie l’artista ha utilizzato munizioni. I soggetti scelti a rappresentare la Vita sono animali e paesaggi; naturalmente i proiettili sono la rappresentazione della Morte. Questi lavori non rimandano solo alla sua terra nativa, dove la violenza è “pane quotidiano”, ma anche agli Stati Uniti, dove l’uso diffuso di armi da fuoco non difende dal crimine ma lo genera, in un circolo vizioso.

Sembra che l'arte di Uribe - questo affascinante ibrido di pittura, scultura e installazione - si nutra non tanto degli oggetti che trova, quanto degli oggetti che trovano lui.

Questo suo talento nel riciclare viene però da lontano. Uribe ha infatti trascorso l’infanzia nella fattoria di famiglia in un villaggio vicino Bogotà, quindi l’amore e il rispetto verso gli animali (spesso presenti nelle suoi lavori) sono per lui un “gesto” innato.

Per quanto possibile cerco di rispettare i materiali così come sono e non cambiare le condizioni in cui si trovano. Essi hanno già una loro bellezza”.

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