Paolo Marchetti, classe 1974, si dedica al fotogiornalismo dal 2009.

Lavora dietro una macchina da presa al fianco dei più grandi direttori della fotografia del cinema internazionale dal 1996; poi - come rapito dalla potenza e dalla capacità di sintesi dell’immagine fissa - fa del fotogiornalismo il suo nuovo linguaggio espressivo: “trovo incredibile come una sola fotografia possa farti pensare a volte più di un’ora e mezza di ripresa video”.

Di stanza a Roma, Paolo Marchetti raccontal’eccezionalità della vita reale” senza mai perdere di vista la responsabilità di fare informazione.

Ha vinto numerosissimi premi e riconoscimenti internazionali.
Appassionato di jazz e arti marziali, Paolo Marchetti crede che il successo dei suoi scatti dipenda in gran parte dal suo atteggiamento e dalle sue priorità: la lentezza e il desiderio di condividere - prima di raccontare - le sue storie.

“Io non so prendere qualcosa e andarmene semplicemente, quello che voglio è scambiare”. Scattare fotografie è solo l’ultimo anello di una lunga catena intellettuale che lo affascina e lo coinvolge. “Come correre nel miele”, per Paolo Marchetti “impregnarsi della realtà che si decide di restituire tramite la fotografia” rappresenta un presupposto imprescindibile.

E’ così che riesce a guadagnarsi la fiducia di chi sta davanti al suo obiettivo: persone “difficili” che pensano di dover restituire alla vita ciò che la vita ha riservato per loro.

Negli ultimi anni Paolo Marchetti ha dedicato tutte le sue energie ad “approfondire un sentimento primordiale che sta caratterizzando sempre più i nostri tempi: la rabbia”, un’emozione - a ben guardare - scaturita dalle ripercussioni che gli eventi politici hanno sulla società.

Fever è il primo progetto importante di questa ricerca: nasce nel 2009 per indagare sul risveglio del fascismo in Europa: una crescente aderenza ai movimenti di estrema destra sta verificandosi in tutto il continente e per Marchetti i fattori scatenanti sono da individuare in “un unico sentimento di antagonismo contro un sistema di potere, in parte manifesto e in parte occulto, che ha perso qualunque consenso. La crisi economica ha soffiato su questa fiamma, spingendo le persone a chiudersi nella paura, diffidando degli altri e soprattutto degli stranieri”. 

Paolo Marchetti ha lavorato cinque anni - tra Italia, Germania, Ungheria e Finlandia -  alla realizzazione di “Fever – The Awakening of European Fascism”. Prima di scattare foto, ha vissuto quotidianamente, ogni volta per circa due mesi, a stretto contatto con Skinhead ed esponenti di estrema destra: una frequentazione tutt’altro che semplice, specie fuori dall’Italia.

Anche Interrupted fa parte di questa ricerca ad ampio raggio sulla Rabbia e sulle sue cause scatenanti. Un reportage sui componenti delle gang in Nicaragua, dove - secondo le statistiche - molti dei numerosissimi omicidi registrati, sono commessi da giovanissimi neanche ancora maggiorenni. Paolo Marchetti trascorre diversi giorni coi detenuti nelle carceri minorili, e - col suo solito approccio basato su empatia e confronto - soltanto negli ultimi giorni trascorsi in ciascuna delle carceri, immortala le condizioni dei ragazzi.

Anche questo progetto - fuori dall’Europa - induce una riflessione: lo scenario può cambiare - culturalmente, socialmente e geograficamente, ma l’Emozione Rabbia ha una matrice comune: sullo sfondo, una società ingiusta e iniqua che poco o niente ha da offrire ai più, perché il potere è concentrato nelle mani di pochi.

E dunque, la volontà di rivalsa contro la classe dirigente unisce il panorama politico contemporaneo a livello mondiale.

#fotografia #rebels #carcere

FEVER – The Awakening of European Fascism

FEVER – The Awakening of European Fascism

FEVER – The Awakening of European Fascism

INTERRUPTED – Nicaragua Juvenile Prisons

INTERRUPTED – Nicaragua Juvenile Prisons

INTERRUPTED – Nicaragua Juvenile Prisons

Pot-Pourri: Fotografia