“Concepisco l’arte come un esercizio di riflessione che può essere condiviso con le persone”.

Ci sono due tipi di graffiti art. Il primo è quello che ci impressiona per il suo aspetto visivo. Il secondo è il tipo che trasmette un messaggio e ti fa fermare a pensare. Se come artista dei graffiti riesci a coesistere simultaneamente in entrambe le categorie, beh, stai facendo qualcosa di giusto.

L'arte del famigerato Escif è meravigliosa sia per l'osservazione in se stessa che per i punti che solleva. I suoi lavori non sono belli nel senso tradizionale del termine, ma in un modo elegante e minimale.

Escif sta facendo uno sforzo per far sì che le persone guardino i suoi graffiti e non si concentrino solo sull'estetica, ma piuttosto si accorgano di ciò che sta accadendo: “non sto cercando dipinti decorativi, cerco di svegliare la mente degli spettatori”.

Lavora regolarmente sui muri di Valencia, ma buona fortuna a chi cerca di sorprenderlo in flagrante. E’ rimasto nell’anonimato per quasi vent'anni.

Ha usato qualsiasi superficie in muratura, dalle piccole crepe agli edifici enormi. È facile immaginarlo come un uomo incappucciato che corre come un'ombra invisibile durante la notte e cerca luoghi validi per dipingere, evitando con successo gli agenti di polizia che in due decenni non sono riusciti a catturarlo.

Ciò nonostante Escif non considera i graffiti come una tecnica di guerriglia, ma più un'arte di azione, di performance.

Comunque sia, la sua arte è piuttosto "aggressiva": usa linee e figure semplici per inviare delle comunicazioni chiare e dirette. Di solito commenta gli aspetti del capitalismo, della politica, dell'economia e altre questioni sociali che affliggono la metropoli moderna. Ha catturato l'attenzione del pubblico con il suo essenziale design in bianco e nero, le sue strane scene e gli aneddoti.

#Escif #streetart #asocial #rebels

Murale realizzato in collaborazione con Blu a Errekaleor, un quartiere autogestito nei Paesi Baschi. La comunità di Errekaleor sta combattendo contro lo sfratto e dopo che le autorità l’hanno tagliata dalla rete dell’energia elettrica, si è votata a quella rinnovabile tramite pannelli solari.
Scrive Escif sul suo blog: “La città ha tagliato la luce senza pensare che la notte appartiene ai residenti. Ci hanno dato, senza saperlo, la possibilità di rendere l'oscurità un po' più chiara. Dicono che i gatti possano vedere di notte. Quindi abbiamo dipinto gli occhi di questo grande gatto nero con vernice fluorescente in modo che anche lui possa essere autosufficiente”.

HELP (Praga, Repubblica Ceca)

Ne travaillez jamais (Besancon, Francia)

El rescate del euro (Niort, Francia)

BLANCA, Valencia, Spagna
"Ho trovato alcuni poster di qualcuno che aveva perso la sua gatta Blanca. Ho pensato che partecipare alla ricerca potesse essere un bel modo per restituire alla strada il senso della pittura murale".

Murale in Val di Susa for WallSusa

 

Pot-Pourri: Urban Art