Mario Schifano (1934-1998) è considerato uno dei più eminenti artisti del postmodernismo italiano. Entra a far parte del gruppo de la "Scuola romana" al fianco di Franco Angeli e Tano Festa. Si lega in una storia d’amore a Marianne Evelyn Faithfull, la cantante e attrice britannica che insieme a Mick Jagger è protagonista del brillante movimento culturale Swinging London.

Lui stesso musicista rock, nonché cineasta, Mario Schifano è un personaggio eclettico e fuori dagli schemi. Reputato come un artista prolifico ed esuberante, lotta per tutta la vita contro la propria dipendenza dalle droghe, circostanza che gli vale l'etichetta di “cursed”, maledetto.
Inizia ad attrarre l’interesse di pubblico e critica realizzando dipinti monocromatici che trasmettono l'idea di un monitor e che mostrano numeri, segnali stradali, loghi come Esso o Coca Cola.

Numeri, lettere e frammenti di simboli rivelano l'attenzione critica che l'artista paga al flusso ininterrotto di immagini prodotte dalla civiltà tecnologica, in cui la realtà viene progressivamente sostituita dal suo "doppio", sia esso fotografico, televisivo o cinematografico. Non a caso negli anni settanta Schifano sviluppa una vera e propria ossessione per la televisione, intesa come un diaframma visivo onnivoro che presenta simulacri della realtà.

Integrando perfettamente l'audace materialità dell’Arte Povera, la pennellata espressiva dell’Arte Informale e l'uso stimolante delle immagini urbane della Pop Art, Smalto su Carta (Incidente) è una tela paradigmatica del lessico unico e innovativo di Mario Schifano.

Prodotto in diverse versioni, Alla Balla (1963) è una delle opere più importanti del periodo futurista di Mario Schifano, nel suo personale tributo personale a Giacomo Balla.
Ispirato alla famosa Ragazza che corre sul balcone (1912), Alla Balla enfatizza l'approccio fotografico della tela originale, concentrandosi sul dettaglio della composizione dei piedi, "congelati" nella ripetizione del movimento in sequenza. In questo lavoro Schifano sembra far rivivere le riflessioni sul movimento che Balla ha intrapreso negli stessi anni durante i quali ci si dedica Marcel Duchamp (anche Nude Descending a Staircase No. 2 è stato infatti dipinto nel 1912).

La sua incessante creatività porta Mario Schifano ad appropriarsi della famosa fotografia dei Cinque Magnifici Futuristi Riuniti, per creare una serie di dipinti intitolata Futurismo rivisitato. Stiamo parlando di Luigi Russolo, Carlo Carrà, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni e Gino Severini che, in occasione della prima mostra futurista tenutasi a Parigi nel 1912, si fanno immortalare insieme per Le Figaro.

La decisione di Schifano di "rivisitare" il futurismo corrisponde al suo desiderio di esplorare il potenziale espressivo, immaginativo e cortocircuitante della pittura in generale, ed è, almeno in parte, collegato a quell'attività storica e critica che, a partire dalla fine degli anni cinquanta, si concentra sullo studio del movimento che ha fatto del dinamismo, della modernità e della tecnica i propri capisaldi, ignorando gli stereotipi ideologici che successivamente lo caratterizzano e “macchiano”.

Nella "rivisitazione" e nella riappropriazione del futurismo, Schifano ne riconosce i valori e, utilizzando una fotografia così iconica come punto di partenza, crea un'opera che non è solo inserita a pieno titolo nella storia dell'arte italiana (in quanto eminentemente e profondamente italiana nella sua concezione e gestazione), ma che trasuda anche la tradizione pop americana.

Mario Schifano è stato uno spirito inquieto e un artista straordinariamente contemporaneo che con la sua sintesi di pittura e multimedia ha saputo interpretare in maniera originale e premonitrice la nascente cultura di massa.

#MSchifano #MostriSacri #futurismo #historia

Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini a Parigi per l'inaugurazione della prima mostra del 1912

Incidente, 1963

Alla Balla, 1963

Futurismo rivisitato a colori, 1965 (acrilici su tela ricoperti di perspex)

Futurismo rivisitato a colori, 1967-1970

Futurismo rivisitato, 1979 (smalto su carta intelata)

 

Pot-Pourri: Arte Contemporanea