Scene di vita vissuta come istantanee su tela: storie ordinarie di persone comuni e destini “imposti” a testimoniare il disincanto e il malessere di una generazione in balìa delle contraddizioni sociali e ignara del proprio futuro.

Lavoratori, contadini, prostitute, abitazioni rase al suolo e rovine di città sullo sfondo: le tele di Liu Xiaodong raccontano la cronaca di un Paese dopo i fatti di piazza Tienanmen

Classe 1963, Liu Xiaodong è tra i rappresentanti del Realismo cinico, il movimento artistico che si sviluppa in Cina a partire dagli anni ’90. Giovani artisti - cresciuti durante la rivoluzione culturale degli anni '60 - “documentanoil forte senso di alienazione di quel particolare momento storico.

Liu Xiaodong studia alla Central Academy of fine Arts di Pechino – dove adesso insegna – e tra il 1998 e il 1999 completa gli studi alla Complutense di Madrid.

Hic et nunc è la dimensione temporale del suo approccio alla realtà; una dimensione in cui i fatti quotidiani immortalati assurgono a valore universale.

E’ così anche quando si occupa delle migrazioni collettive del suo popolo. Dalla campagna alla città, da una provincia all’altra, da un paese all’altro poco importa: i flussi migratori interni alla Cina sono solo un’occasione per Liu Xiaodong per riflettere sulla migrazione dei popoli a livello mondiale, sulle difficoltà e i rapporti tra culture autoctone e culture straniere.

Migranti e rifugiati sono i soggetti a cui Liu Xiaodong rivolge grande attenzione e lo fa personalmente, incontrando le persone che poi immortala nei suoi dipinti: risultato di annotazioni, video, foto scattate e momenti da lui stesso vissuti.

In particolare Liu Xiaodong dedica una serie di dipinti - che intitola Chinatown - ai migranti cinesi che giungono in Italia tra gli anni ’80 e ’90 alla ricerca del benessere economico. Trascorre il periodo tra l’autunno del 2015 e la primavera del 2016 con la più grande comunità cinese in Italia, quella di Prato, ormai arrivata alla terza generazione.

Refugees è invece la serie dedicata ai migranti provenienti dal Nord Africa, dalla Siria e dal Medio Oriente nei primi decenni del 2000. Anche con loro l’artista - prima di raffigurarli nelle sue tele - ha condiviso dei momenti durante il suo viaggio tra Austria, Turchia e Grecia.

In quest’approccio colvero” sta tutta la potenza del linguaggio di Liu Xiaodong, che rivolgendosi alla realtà, soddisfa appieno le sue inclinazioni: “le cose che mi interessano sono quelle imperfette e piene di contraddizioni”!

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Disobeying the Rules, 1996

Time, 2014

Chinatown Prato, 2016

Armando's Family, 2009

Refugees 4, 2015

East, 2012

Pot-Pourri: Arte Contemporanea