Manuel di Chiara è un artista ischitano (classe 1976) con già diverse personali e collettive all’attivo.
Nella sua tecnica “effervescente” utilizza l’acrilico, l’olio, smalto e pastelli. Il risultato ha un forte impatto iconografico tanto da poter azzardare per lui l’etichetta di pittore pop-industriale.

Tele, oggetti e mobili di arredamento realizzati con cartone e legno (il design è un’altra grande sua passione, insieme a fotografia e architettura), Manuele di Chiara è un’artista multitasking: pittore, artigiano, illustratore e progettista.

Ha iniziato la vita da pendolare a 14 anni. Sant’Angelo-Napoli era il tragitto che faceva quotidianamente per raggiungere, prima il Liceo Artistico, poi l’Accademia delle Belle Arti. Lontano da qualsiasi concetto di mondanità artistica (cosa normale per chi vive in provincia o su un’isola), Manuel ha sfruttato questo periodo per scoprire la “realtà urbana” e tutto l’underground partenopeo.

Di qui l’interesse e la predilezione per i soggetti e gli oggetti di stampo metropolitano: macchine, vespe e furgoni, lampioni, semafori, gru e cargo.

I soggetti degli ultimi lavori sono le estese e solitarie zone commerciali delle aree portuali: casse e container, navi in entrata e in uscita e magazzini in disuso.

Ruote, motori e catene: tutto un mondo in movimento (lento e veloce) pervaso da un silenzio che fa rumore, dove l’elemento umano sembra non esistere quando invece è presente e lavora in maniera febbrile.

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