Max Ginsburg è nato nel 1931 a Parigi, dove suo padre - anch’egli artista - si trovava fin dal 1922, grazie a una borsa di studio della National Academy of Design di New York City. Due anni dopo, nel bel mezzo della Grande Depressione, la famiglia si trasferisce a Brooklyn. "Crescere in quei tempi duri mi ha fatto conoscere le lotte e la sofferenza delle persone ordinarie", dice Ginsburg.

Un altro fattore che ha favorito la compassione - che tanto permea il suo lavoro -  è l’antisemitismo che ha vissuto sulla propria pelle quando i bambini irlandesi cattolici del quartiere adiacente al suo hanno cominciato ad accusare i bambini ebrei di aver ucciso Cristo. L’ascesa al potere di Hitler non fa altro che esasperare le ansie di un ragazzino con una forte immaginazione. "Durante la Seconda Guerra Mondiale", ricorda, "ho seguito i rapporti di guerra avidamente, temendo di venire sterminato, come molti dei miei parenti".

A guerra finita, sul giovane Ginsburg fa molta presa il fatto che i prigionieri tedeschi vengano trattati meglio dei soldati afro-americani che fanno ritorno in patria. "Sono diventato acutamente consapevole del razzismo delle Leggi Jim Crow (che fino al 1965 creano e mantengono la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici).

Nella famosa High School of Music and Art di Harlem, Ginsburg viene votato come Miglior Artista della Classe. Frequenta la Syracuse University dove non trova insegnanti disposti o in grado di insegnargli le abilità necessarie per "disegnare e dipingere realisticamente". Durante questo periodo è molto attivo nei movimenti per i diritti civili e la pace.

Dopo la laurea viene chiamato alla armi e trasferito in Germania, dove gli vengono assegnati lavori come progettare brochure o dipingere fondali. Tornato negli States, si imbatte in una realtà deludente: gli anni Cinquanta e Sessanta sono un'era inospitale per un artista impegnato col realismo. L'espressionismo astratto è lo stile autorizzato da scuole e gallerie.

Le cose cambiano quando Ginsburg inizia a insegnare alla High School of Art & Design, dove molti degli studenti provengono da famiglie disastrate, con genitori divorziati o da famiglie appartenenti a minoranze etniche.

“Ho vissuto e lavorato a New York tutta la mia vita. Come newyorkese mi sento personalmente e profondamente connesso a questa ricca, energica e bella città con la sua popolazione incredibilmente diversificata. Il mio obiettivo è dipingere la gente realisticamente e con partecipazione”.

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72nd Street Subway Exit, 1980

Preparing Vegetables, 1976

5-Union Meeting, 1976

79th Street And Broadway, 1979

Cool, 1971

New York Crowd, 1976

 

Pot-Pourri: Arte Contemporanea