“I miei quadri mettono in scena una realtà alternativa, una illusione di verosimiglianza. Sebbene possano sembrare fotorealistici, il mio obiettivo non è riprodurre o documentare fedelmente ciò che vedo, ma creare un miraggio di profondità e un senso di presenza non rintracciabili nelle fotografie. Cerco di usare gli oggetti per veicolare una storia. Gli oggetti che scelgo servono da tracce della memoria, segni indelebili sulla mia vita. Scelgo i colori e la composizione in modo intuitivo con l'intento di infondere il mistero nei miei dipinti”.

I lavori di Jason De Graaf (canadese, classe 1971) non sono solo dimostrazioni di talento fotorealistico. Le sue nature morte - realizzate con acrilici - sono sia descrittive che arcane. Riflessioni ingannevoli si sviluppano in un regno che esiste al di fuori della tela. De Graaf fa oscillare la prospettiva infondendo alla pittura qualcosa di enigmatico che spinge lo spettatore alla ricerca di un punto di equilibrio sempre in fuga.

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