Questi sono soltanto alcuni dei tanti fumetti che hanno scelto Napoli come luogo ideale delle proprie storie. Una città, quella partenopea, che con la sua bellezza, la sua storia e il suo mistero ha stuzzicato la fantasia di diversi autori che la hanno scelta come ambiente ideale per farvi nascere e sviluppare le loro trame.

Storie da leggere tutto d’un fiato ambientate in una città che vive della sua sconfinata bellezza e della sua stravagante e impertinente confusione.

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Quasi signorina
Montesanto, piazza Dante e corso Vittorio Emanuele, a dividere la città in un sotto e in un sopra. Il terremoto del 1980, il disastro di Chernobyl nel 1986 e lo scudetto del Napoli; sullo sfondo gli intrecci di politica e criminalità, lo scorrere della vita quotidiana di un ceto piccolo borghese tra riti e miti (televisivi e sportivi).

È un’infanzia napoletana tra gli anni ’80 e i ’90 quella raccontata a fumetti da Cristina Portolano nel graphic novel “Quasi signorina”.

Un decennio di transizione, guardato con gli occhi di una bambina curiosa, ribelle e creativa. Ironico il titolo del libro giacché “diventare signorina”, espressione tipicamente partenopea, è il tormentone che accompagna le preadolescenti napoletane in attesa del temuto ciclo.

Non è facile riassumere in nove tappe-capitoli, la venuta al mondo, la crescita e la formazione, nel centro storico di una città siparietto, di una ragazzina occhiuta e insofferente alle convenzioni. Quando Cristina diventa “signorina”, rimpiange di non essere più una bimba. In mezzo, i riti di iniziazione in famiglia, a scuola e in parrocchia tra le vessazioni delle femmine coetanee, le prepotenze dei maschi, la scoperta smaliziata del sesso, le lezioni di autodifesa del fratello maggiore, le regole delle suore dell’asilo, le prime amicizie, l’allegria carnale di un parentado numeroso.

L’autrice non esita a dissacrare molti stereotipi sulla città, sulla femminilità con originali dialoghi immaginari della bambina con Maradona, che la spinge a (per)seguire i suoi sogni indipendentemente dalle aspettative altrui.

Mammacqua. Venderesti tua madre?

E’ un graphic novel di Paco Desiato (edito dalla casa editrice Round Robin) che racconta la battaglia che ha portato alla vittoria dei comitati per l’acqua pubblica. Il fumetto, raccoglie la testimonianza di oltre vent’anni di lotte dei comitati campani. La scelta di Napoli non è casuale, essendo la prima (e tutt’ora l’unica) grande città italiana ad aver dato seguito alla volontà popolare post referendum, trasformando l’azienda idrica della città in azienda totalmente pubblica.

La storia si arricchisce con la vicenda dei due giovani protagonisti Claudia e Davide, accompagnati da un racconto tra mito e realtà in cui compaiono anche il dio Sebeto e la dea Partenophe.

47 - DeadMan Talking

La figura dello zombie è sempre di moda. Originariamente legati a riti vudù, questi non-morti rappresentano nell’immaginario moderno la degenerazione della società capitalista. Gli appassionati del genere sono abituati ad assistere all’invasione di metropoli (prevalentemente americane), ma cosa accadrebbe se ad essere assaltata da queste mostruose creature fosse una città come Napoli?

La risposta è “47 - DeadMan Talking”,  un fumetto/parodia del collettivo Art Steady nato da una “capata storta” di Andrea Errico (di cui è stato presentato il quinto e ultimo numero al Comicon 2016).
Per il titolo è azzeccatissimo il gioco di parole tra la serie tv "The Walking Dead" e il tanto caro ’47 morto che parla’ della tombola partenopea.

L’albo numero 0 (il cui titolo Vrenzole VS Zombie è formidabile) vede un gruppo di giovani popolani dal lessico sboccato e dal look colorito, intenti a districarsi nella stretta trama dei vicoli dei quartieri spagnoli, cercando di raggiungere la salvezza rappresentata da Castel Sant’Elmo, ultima roccaforte ed unico luogo sicuro in una città ormai nel caos.

I personaggi: Concetta, la corpulenta e discinta vrenzolona tutta tette e trucco; la mora Mariarca e la bionda Assunta, un volgare duo tutto chewing-gums e lacche incendiarie. Poi c’è Gennaro il cuozzo il cui unico dilemma morale gli si pone quando davanti ai suoi occhi si palesa il pampa Sosa (ex giocatore del Napoli, poi opinionista di Sky), anch’egli vittima del contagio.

La storia e la cultura partenopea (da sempre al crocevia tra sacro e profano) offrono numerosi spunti alla trama: il sempre presente culto dei morti e delle anime pezzentelle, la figura dello schiattamuorto, le fosse comuni, gli ossari nelle cave di tufo e le tante catacombe sparse per la città.

L’idea è vincente perché, non soltanto il popolo napoletano ha un rapporto molto particolare con la morte, ma è anche capace di reagire alle difficoltà in maniera del tutto inaspettata. A Napoli (che di cataclismi ne ha visti tanti) affrontare degli zombie non è ‘sta gran cosa: i veri problemi sono altri perciò il popolo napoletano può far fronte a questa ulteriore minaccia con quel particolare “spirito” che lo caratterizza da sempre.

Scampia storytelling: immagini di futuro
A Napoli c’è un quartiere che si chiama Scampia (chi non ne ha mai sentito parlare alzi la mano!) dove crescere può essere davvero difficile ma dove si può e si deve immaginare possibili alternative.

Le Vele. Emanuele Cerullo è il ragazzo protagonista del graphic novel Scampia storytelling: immagini di futuro (Notes edizioni). La sua esperienza, fatta di riscatto, occasioni e nuovi inizi, ha ispirato gli autori di questo libro: Giuseppe Guida che ha realizzato le tavole a colori, la sociologa e insegnante Rosa Tiziana Bruno che ha scritto i testi e la sceneggiatura, e lo scrittore Roberto Piumini, che a questo libro ha regalato dieci poesie inedite.

Una storia coraggiosa, che regala emozioni. “Emanuele cammina tra i palazzi, ormai disabitati. Un luogo, un simbolo. Ora è un architetto e lì, dove è tornato per un progetto di ristrutturazione urbanistica, riassapora i luoghi della sua infanzia e fa riaffiorare ricordi… Un libro di Roberto Piumini raccolto nell’erba gli ricorda che proprio quelle letture a scuola, tanti anni prima, gli hanno regalato il piacere di leggere e soprattutto lo hanno aiutato a dare un indirizzo diverso alla sua vita, a lasciare le bande e scegliere di studiare”. 

Nero Napoletano
Un esperimento di fumetto corale che ha raccolto intorno a se tutti i professionisti del mondo del fumetto operanti in Campania.

Probabilmente, rivendica con orgoglio Sergio Brancato (che nel 2010 ha ideato il soggetto) si tratta del primo graphic novel collettivo della storia del fumetto.
Nero Napoletano è stato distribuito anche in Spagna, a cura della Semana Negra.
Il progetto è in partnership con il Corriere del Mezzogiorno che ha pubblicato il volume finale.

Si tratta di una storia noir con al centro una Napoli in versione dark, in una vicenda di mito (e non di camorra) che interpreta la metropoli partenopea come una città-Medea che al pari della figura mitologica uccide i suoi figli.
Una trama generale fa da filo conduttore al racconto, che si articola in 50 episodi o microstorie, ciascuna di un autore diverso.

Julia, fumetti all’ombra del Vesuvio
“Vedi Napoli e poi muori” non è più solo il titolo del film del ‘51 di Riccardo Freda. La casa editrice “Sergio Bonelli Editore” ha infatti incentrato uno degli episodi della nota criminologa Julia proprio nel capoluogo partenopeo.

Uno dei fumetti cult della Bonelli,  “Julia – le avventure di una criminologa” (uscito con l’albo numero 1 nel lontano 1998), giunto al numero 209 ha abbandonato la tradizionale location di Garden City per volare oltre oceano e giungere in quel di Napoli con l’intento di visitare una delle più belle città d’Italia rilassandosi all’ombra del Vesuvio.

Ma la vacanza prende una piega diversa grazie al ritrovamento di un prezioso dipinto scomparso e ad un efferato omicidio che vede Julia e il suo compagno Ettore impegnati in una delicata indagine nel capoluogo partenopeo.

Pot-Pourri: Napolismi