Eduardo Kobra è un artista di fama internazionale. Brasiliano di San Paolo (classe 1975), considera l’arte di strada una risorsa importante, sempre motivata politicamente e socialmente. E così, dalle favelas della sua amatissima città porta i suoi messaggi in giro per il mondo

Da Miami a Roma, da Tokyo a Los Angeles, da Amsterdam a Chicago; le sue figure frammentate appaiono come mosaici. Colori accesi e forme geometriche ripetute a comporre ritratti di personaggi che hanno contribuito a rendere il mondo un posto migliore: Gandhi, Anna Frank, Bob Marley, John Lennon, Dalì, Frida Khalo, Vivian Maier… A New York Warhol e Basquiat sono pugili perFight For Street Art”.

Convinto dell’importanza che il passato ha per il presente e per un consapevole futuro, nel 2009 Eduardo Kobra realizza il progetto Muros da Memória, che racchiude tutto il senso del suo lavoro. Scenari della vita paulista anni ‘20 e ‘30 del Novecento ri-vivono dentro grandi murales tridimensionali in bianco e nero. Come foto ricordo ri-danno vita a scorci, architetture e personaggi che sembrano interagire con la realtà.

Suo è anche il murale più grande del mondo (fatto da una sola persona), il celebre Todos Somos Um (etnìas), realizzato in occasione delle Olimpiadi di Rio 2016; tremila metri quadrati in cui i volti di cinque indigeni rappresentano i cinque continenti.

Non dipingo nulla in cui non credo” - afferma Kobra con convinzione, facendo della sua arte l’espressione del malcontento, della ribellione alle ingiustizie sociali e agli abusi della politica; contro la violenza, le distanze razziali, la guerra e sempre dalla parte degli emarginati.

Da alcuni anni Eduardo Kobra è impegnato a portare in giro per il mondo un progetto per la pace: a Los Angeles disegna i volti di Albert Einstein, Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela e Martin Luther King; a Roma (sulla Prenestina, sulla parete del MAAM, l’ex fabbrica di salumi) ritrae Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana, simbolo delle lotte contro la discriminazione femminile nel mondo.

Gli occhi sono il focus di ognuno di questi ritratti: occhi che ci guardano desiderosi di scenari diversi; occhi che oltre a rappresentare un omaggio alla grandezza e alla bellezza dell’essere umano, sono esempio e esortazione, speranza e attesa... come dell’arcobaleno dopo un temporale.

#streetart

Madre Teresa di Calcutta, Nelson Mandela e Martin Luther King per "Olhares a paz", Los Angeles 2015

Andy Warhol e Jean-Michel Basquiat per Fight For Street Art, New York 2014

Muros da Memória, San Paolo, 2016

Stop Wars, Miami 2015

Einstein By Eduardo Kobra In Los Angeles, 2013

Malala Yousafzai, Roma 2014

Pot-Pourri: Urban Art