La coscienza è il palcoscenico, l'unico palcoscenico, per essere precisi,
dove viene “eseguito” tutto ciò che accade nell'universo,
un contenitore al di fuori del quale non esiste nulla.
Erwin Schrödinger

Nato a Napoli nel 1986, Dario Maglionico ha studiato ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, città dove attualmente vive a lavora.

Il lavoro di Maglionico esplora la dimensione del tempo e la possibilità che gli eventi in cui viviamo si manifestino simultaneamente, come tracce sovrapposte.

Tra le sue solo exhibitions si citano: Reificazione, Claustrophilia, Sincronie e, ultima temporalmente, When I am, I was.

Diversi sono i premi - nazionali e internazionali - che si è guadagnato con la sua arte.

I suoi lavori sono stati inseriti in molte pubblicazioni, tra cui Everything at Once o La pittura come campo mentale.

La serie Reification si colloca da qualche parte sulla linea sottile tra realismo e surrealismo. L'artista cattura il movimento effimero dei suoi soggetti come se fosse osservato con occhi stanchi o visioni doppie. Le persone sono dotate di arti extra, le loro caratteristiche distorte o cancellate, e spesso appaiono in varie ripetizioni di se stessi.

Ispirato dal lavoro dello psicoanalista Carl Jung e dalla sua comprensione della sincronicità, Maglionico offre un'interpretazione visiva contemporanea agli argomenti del subconscio.

“Il mio linguaggio artistico fonde tecniche antiche con soggetti contemporanei alla ricerca di un legame diretto con la realtà e l'intimità dell'essere umano. Sono affascinato dalla complessità anatomica, dalla carne, dalle ossa nascoste che danno alla pelle la sua forma, la struttura degli oggetti e la luce che colpisce la loro superficie e il rapporto tra loro e lo spazio circostante.
Indago lo spazio e il tempo, cercando sulla tela una fuga temporanea dalla realtà. Questa è una creazione arbitraria della mente umana, è la reificazione della massa di esperienze sensoriali con le quali la esploriamo”.
Nella pittura di Dario Maglionico lo spazio, quello domestico in particolare, non è lontano dalla tradizionale rappresentazione mimetica o prospettica della realtà. D'altra parte, i singoli soggetti sono indefiniti, fuori focus e assumono un aspetto spettrale.

La casa, centro di gravità permanente dell’individuo, è un luogo di transizione, uno spazio di attraversamento che registra le tracce evanescenti e sbiadite lasciate dal passaggio delle persone che la abitano. In questo modo, mentre gli interni conferiscono una sorta di equilibrio alle scene, le azioni dei soggetti si moltiplicano in una dimensione sincronica dove il tempo si annulla.

La ricerca di Maglionico sottolinea l'impossibilità di definire concretamente l'identità psicologica del soggetto dipinto, delegando allo scopo gli oggetti e gli arredi che lo circondano. Allo stesso modo, la reificazione - un concetto filosofico della dottrina di Karl Marx - rimanda alla riduzione dei movimenti psicologici, morali e culturali, a meri oggetti. Questo è il motivo per cui nelle sue tele le persone appaiono metaforicamente come anatomie incomplete, con sguardi indefiniti, come catturate in una visione tardiva e imprecisa.

Abiti e acconciature galleggiano senza i loro portatori: lo spettatore è nella stessa  posizione di una mosca sul muro!

#arte #filosofeggiando

Reification #21

Reification #5

Reification #11

Reification #10

Reification #1

Reification #9

 

Pot-Pourri: Arte Contemporanea