Il quartiere Ponticelli di Napoli è un vero e proprio Street Art District. Appassionati d’arte, turisti e curiosi possono fruire delle opere realizzate all’interno di quello che ormai è noto come il Parco dei Murales, ovvero il Parco Merola di Ponticelli, il quartiere di Napoli situato nella zona orientale della città.

Tutt nati dall'ammore. Se sape come si nasce, ma nun se sape comme se more”. Mai come in questo caso la urban art è servita da monito e messaggio di speranza.

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Tutt' egual song' e creature - I bambini sono tutti uguali, è il lavoro realizzato da Jorit Agoch.  Ael, la bambina rom raffigurata, sta lì a ricordarci di accendere la mente e spegnere i pregiudizi. Ad impreziosire il murale figurano una serie di libri, una matita e uno strummolo. I bambini che vivono nel parco sono stati interpellati su cosa fosse lo strummolo (uno storico gioco di strada napoletano). Ovviamente non sapevano che si tratta della comune trottola. Il titolo del murale prende spunto dall’omonima canzone di Enzo Avitabile, tratta dall’album Salvamm 'o munno.

Jorit dipinge volti umani, rappresentati tutti con delle cicatrici, cicatrici che per lui sono un simbolo di quella umanità che accomuna i suoi soggetti. Il suo è un messaggio di fratellanza e rispetto verso le culture non occidentali: due strisce rosse sulle guance “marchiano” sempre le facce che dipinge, facce che appartengono a quella che lui chiama la Human Tribe, la tribù umana, unica, grande e indivisibile, senza distinzioni di razze, etnie e religioni.

La seconda grande opera del parco è A’ pazziella ‘n man e’ criature - Il giocattolo fra le mani dei bambini,  realizzata dallo street artist toscano ZED1.

Si sa che le nuove generazioni sono più attratte dai giochi digitali da fare in solitario che da quelli da fare in compagnia e all’aria aperta.

L’idea principale di ZED1 è stata quella di raccontare il tramonto dei giocattoli tradizionali. Un grosso joypad infatti schiaccia i suoi equivalenti più anziani, tra cui un cavalluccio a dondolo e un fucile in legno. Un omaggio alla tradizione è il burattino di legno, un Pinocchio vestito da Pulcinella che si attacca coraggiosamente al joypad.

Chi è vuluto bene non s’o scorda è il terzo murale realizzato da Rosk&Loste.
L’opera continua il discorso sull’alta “frequentazione” dei giochi tecnologici da parte dei bambini. Esiste un solo gioco che riesce a mettere tutti d’accordo ed è il calcio.

Rosk&Loste hanno infatti ritratto due ragazzini giganti che giocano a calcio con un pallone a mezz’aria e indosso due maglie rappresentative: quella azzurra del Napoli e quella a strisce verticali bianche e celesti della nazionale argentina, a testimonianza della grande stagione (calcistica e non) che la città visse con Maradona capitano della squadra.  Ed è stata proprio la Mano de Dios a ispirare il titolo dell’opera, in riferimento alla sua espressione “Chi ama non dimentica”.

Lo trattenemiento de’ peccerille: la quarta opera è stata realizzata da Mattia Campo Dall’Orto e risponde a una precisa operazione socio-culturale: stimolare la lettura e valorizzare il mondo della fantasia e della creatività. Lo street artist ha incontrato alcuni abitanti del quartiere (specie i più giovani) e ha loro scattato delle foto da usare come bozzetti/modelli per il murale.

Alla base ci sono due bambini con un libro tra le mani, intenti a leggerlo, e sulle loro teste sono state rappresentate figure che sembrano sia persone che personaggi. In effetti si tratta delle persone campionate da Mattia nei suoi scatti. Non è un caso quindi che l’opera si intitoli “Lo trattenimiento de peccerille“, che è il sottotitolo del capolavoro di letteratura napoletana di Giambattista Basile pubblicato fra il 1634 e il 1636, “Lo cunto de li cunti, overo lo trattenemiento de peccerille” (l'intrattenimento per i più piccoli).

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