Scrittori, filosofi, artisti, politici, registi, stelle del cinema e dello sport sono le figure del Novecento ritratte da Philippe Halsman (1906 – 1979), il fotografo che ha inteso catturare la Persona celata dietro il Personaggio.

“Poiché considero il volto umano il soggetto più interessante da fotografare, spero di poterlo esplorare nel modo in cui i miei scrittori preferiti, Tolstoj e Dostoevskij, hanno esplorato la natura umana, con profondità psicologica e onestà”.

Jean-Paul Sartre, Bertrand Russell, Jacques Prévert, John Steinbeck, Le Corbusier, Albert Einstein, Marc Chagall, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Joan Miró, Henry Matisse, Andy Warhol, Louis Armstrong, Brigitte Bardot, Marilyn Monroe, Marlon Brando, Audrey Hepburn, Anna Magnani, Alfred Hitchcock, Woody Allen e John F. Kennedy sono tra i suoi più celebri soggetti.

Philippe Halsman nasce a Riga, in Lettonia, dove Kant pubblicò la Critica della ragion pura.
La sua vita tormentata lo costringe a spostarsi continuamente negli anni in cui l’Europa mal tollera le sue origini ebraiche.

Coltiva la sua passione per la fotografia da quando, a quindici anni, trova nella soffitta di casa una macchina fotografica di suo padre, morto nel 1928 durante un tour sulle alpi austriache. Una tragedia che costerà a Philippe una condanna a quattro anni di reclusione per parricidio. L’accusa, influenzata dall’antisemitismo diffuso, vede l’intervento di intellettuali quali Albert Einstein e Thomas Mann a sostegno di Halsman, che nel ‘31 verrà scarcerato.

Ha vent’anni quando arriva a Parigi, l’indiscussa capitale mondiale delle arti a quel tempo: ne rimane affascinato, tanto da decidere di continuare lì i suoi studi in ingegneria, cominciati a Dresda.
Ma l'arte e la letteratura lo affascinano più delle materie scientifiche e così, a pochi mesi dalla laurea, abbandona gli studi per dedicarsi completamente alla fotografia e in particolare ai ritratti.

Sono gli anni Trenta: Halsman apre il suo studio in Rue Delambre, nel cuore di Montparnasse. Il primo ritratto che realizza è quello di André Gide, il più grande scrittore francese vivente. Partecipa a mostre fotografiche (tra le altre, nel 1936 alla Galerie de la Pleiade, dove espone anche Man Ray) e lavora per Vogue, Vu e Voilà.

Inizia così la sua carriera: il suo stile innovativo - lontano dal tradizionale "soft focus look" - fa scrivere recensioni che lo indicano come “il miglior ritrattista della Francia".

Intanto scoppia la seconda guerra mondiale e quando i nazisti invadono la Francia, Halsman è costretto a fuggire; ancora una volta lo aiuta Einstein e riesce ad ottenere un visto per gli Stati Uniti.

Arriva a New York alla fine del 1940 dove vive un periodo molto difficile, senza amici né soldi: conosciuto in Francia, quasi nessuno aveva sentito parlare di lui in America.
La svolta arriva con lo scatto alla giovanissima modella Connie Ford: il "profilo americano" diventa protagonista di un’importante campagna pubblicitaria di Elizabeth Arden (per il suo rossetto "Victory Red"). E’ l’occasione per realizzare servizi e cover per le più importanti riviste e agenzie pubblicitarie.

Arriva la sua prima copertina per Life. Ne realizzerà 101, alcune diventate iconiche, come quella del 7 aprile 1952 che ritrae Marilyn Monroe, stella nascente, poi più volte in posa, nel corso degli anni, di fronte all’obiettivo di Halsman.

Nel 1951 entra a far parte dell’agenzia Magnum Photos. Ha già cominciato a fotografare Salvador Dalì. I due si incontrano a New York nel ‘41, diventano amici e compagni di avventure artistiche per quasi quarant’anni: una collaborazione intensa e unica nella storia dell'arte del XX secolo, che vede la vena surrealista del pittore catalano perfettamente ritratta negli originali scatti di uno dei più grandi interpreti della fotografia del ‘900.

#Halsman #fotografia

Vladimir Nabokov e sua moglie Vera, 1966

Jean Cocteau con l'attrice Ricki Soma e il ballerino Leo Coleman, 1949

Grace Kelly, 1959

Marilyn Monroe, 1952

Marc Chagall,1955

Louis Armstrong, 1966

Pot-Pourri: Fotografia