“Richiamare l’attenzione non solo sulla causa dei palestinesi, ma su tutti coloro che vivono in uno stato di precarietà”.

E’ questo l’obiettivo con cui Abdul Rahman Katanani crea sculture con materiali di scarto recuperati nei campi profughi: stagno, legno e filo spinato delle recinzioni, cartone, tappi di bottiglia, vecchi vestiti e utensili.

Abdul Rahman Katanani è un artista palestinese che vive e lavora nel campo profughi libanese di Sabra: un ex ospedale fatiscente di Beirut che offre riparo a centinaia di famiglie di rifugiati palestinesi. Abdul è nato nel 1983 in quella stessa costruzione quando era ancora un ospedale.

Le sue sculture di lamiere ondulate raffigurano le esperienze vissute da lui e dai suoi compagni. Simbolo di conflitto e sopravvivenza, esprimono emozioni contraddittorie e, pur essendo ritratti realistici, vogliono comunicare un messaggio di fiducia, anteponendo la resistenza alla sofferenza e la speranza alla disperazione, in un anelito alla felicità e alla libertà, fisica e spirituale.

La Palestina è sempre presente nel lavoro di Katanani, ma è una metafora per gli sfollati in tutto il mondo, con particolare attenzione ai bambini e all’importanza del gioco, che in certe circostanze è una vera potenza.

"Quando interagisco con il metallo, sento come se ci fosse una relazione, una discussione fatta di silenzio", dice l’artista che recentemente ha trascorso più di un anno a Parigi, dove in pochi metri quadrati ha allestito una casa-studio in cui ha lavorato filo spinato e lamiere della periferia parigina, acquistati a Lione. Suo desiderio è continuare a vivere tra Beirut e la capitale francese con l’obiettivo di acquistare un terreno nella città natale, dove costruire un grande studio e una casa per la sua famiglia. Ad ogni modo, il suo studio ci sarà sempre a Sabra!

L’arte "al servizio dei diritti umani" di Abdul Rahman Katanani ha già fatto il giro del mondo e, apprezzata da pubblico e critici, presto saranno allestite delle mostre anche in Italia.

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Kite

A Man with Masbaha

Abdul Rahman Katanani e la sua scultura Freedom 

After Six Days And We Will Be Back Inshallah (una famiglia di sei persone in fuga con alcuni giocattoli dei bambini cuciti ai vestiti e utensili da cucina nelle borse di iuta sopra le teste)

 

Jumping over the Barbed wire

The Oud Player

Pot-Pourri: Arte Contemporanea