Roy Nachum (classe 1979) è un artista israeliano di stanza a New York.
Ha studiato alla Bezalel Academy of Art and Design di Gerusalemme e alla Cooper Union di New York.

Nelle sue ultime opere ha sperimentato la scrittura Braille (il sistema di scrittura e lettura a rilievo per non vedenti ed ipovedenti messo a punto dal francese Louis Braille nella prima metà del XIX secolo), realizzando sulla superficie della tela punti scolpiti di pittura.
Utilizzando l’idea dei pixels della digital art, Nachum crea tanti microcosmi che risultano armoniosamente ri-uniti a formare un unico soggetto: una tecnica che stimola un approccio fisico all’opera, un invito a toccare e sentire ogni pixel, ritenendo che sia proprio questa interazione umana a rendere viva l’opera e a sottrarla alla considerazione di “oggetto sacro”.

Blind è appunto il titolo che ha dato alla sua ultima serie di dipinti che ritrae soggetti surreali in stile iperrealista e sullo sfondo poesie scritte in braille (dall'artista stesso) per descrivere la scena rappresentata.

Una corona d’oro sugli occhi è l’immagine che ricorre spesso nei suoi lavori a rappresentare la cecità dell’uomo di fronte alla brama di beni materiali e alla mancanza di valori. Spesso le persone che hanno la vista sono anche quelle più cieche ed è a questa apparente cecità che Roy Nachum fa corrispondere invece l’interazione che le sue opere cercano con il pubblico, incoraggiato a toccare i quadri e le loro cornici, sperimentando la lettura delle scritte in Braille per andare oltre la semplice opera d’arte.

Per ottenere una maggiore immedesimazione con il pubblico non vedente, Nachum ha svolto su se stesso un esperimento: ha portato una benda sugli occhi rinunciando all’uso della vista per un’intera settimana, esperienza che definisce entusiasmante ed estremamente significativa.

Le opere di Nachum (che è anche interior designer) sono state esposte in Israele, in Francia e negli Stati Uniti. Non solo dipinti a olio, ma anche sculture e installazioni interattive.

Roy Nachum è anche autore della cover-art di Anti, l’ultimo album della cantante barbadiana Rihanna, pubblicato a gennaio 2016. L’opera If they let us raffigura una giovane ragazza con una corona d’oro che le copre gli occhi e un palloncino nero legato al polso (tratta da una fotografia della piccola Rihanna durante il suo primo giorno di asilo nido). L’opera include in Braille l’omonima poesia dell’americana Chloe Mitchell che descrive una sensazione di incomprensione e isolamento conseguente a un parlare inutile e non ascoltato:

I sometimes fear that I am misunderstood.
It is simply because what I want to say,
what I need to say, won’t be heard...
So my voice is not my weakness,
It is the opposite of what others are afraid of.
My voice is my suit and armor,
My shield, and all that I am.
I will comfortably breath in it, until I find the moment to be silent.
I live loudly in my mind, so many hours of the day.
The world is pin drop sound compared to the boom
That thumps and bumps against the walls of my cranium.
I live it and love it and despise it and I am entrapped in it.
So being misunderstood, I am not offended by the gesture, but honored.
If they let us…

E’ proprio vero che a volte per vedere bisogna chiudere gli occhi!

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Abdicate, 2012

Self Portrait, 2009

Visionary, 2012

If They Let Us, 2015 - cover art “Anti”

Bent, 2013

Paradox, 2012

Pot-Pourri: Arte Contemporanea