L’esistenza umana ha a che fare inevitabilmente con una dimensione di irrappresentabilità.

L’apparenza di noi stessi filtrata dalla nostra stessa reputazione (lo sguardo degli altri), lo sdoppiamento di personalità nelle relazioni sociali, la confusione che questo nostro doppio provoca in noi, tutte queste dinamiche nella vita di un attore agiscono in maniera molto più profonda e radicale, al limite del patologico.

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Birdman o The Unexpected Virtue of Ignorance, la commedia drammatica di Alejandro González Iñárritu mette in scena le frustrazioni di un attore in declino noto al pubblico per aver vestito in passato il ruolo dell’ennesimo super eroe con mega poteri.
L’attore spera di rilanciare la sua carriera e mettere a tacere il suo ingordo e potente ego mettendo in scena un alternativo spettacolo teatrale basato su un testo di Raymond Carver: What We Talk About When We Talk About Love.
Risate stanislavskiane, focus sul tema della vanità e dell’ambizione, commistione fra realtà e fantasia: gli attori recitano il ruolo che hanno nella rappresentazione teatrale e insieme recitano se stessi: una mise en abyme perfetta!

 “Sai, forse sul palco sei un Signor Verità, ma nella vita reale, dove conta davvero, sei solamente un Bugiardo”.

La sera della prima (Opening Night) di John Cassavetes - 1977. Myrthe, un’affascinante attrice di successo sulla soglia dell’età critica (l’insuperabile Gena Rowlands) subisce un tumulto emotivo nella sua vita personale dopo che una giovane fan muore cercando di vederla. Sta provando per la messa in scena di una commedia la cui protagonista è una cinquantenne piena di rimpianti però Myrtle si sente più giovane del suo personaggio, teme di non poterne condividere le angosce. Nel frattempo il fantasma della ragazza morta inizia a perseguitarla. Myrtle si rifugia nell'alcool e nel fumo; ricorre anche all'aiuto di un esorcista. Storia di una crisi esistenziale, uno squarcio sulle nevrosi che soffre la società, vittima del mito del successo e dell’eterna giovinezza.

Nancy Stein (il fantasma della fan morta) a Myrthe Gordon: “Non ti ho mai dato fastidio. Tu vuoi uccidermi. Ho dedicato tutta la mia vita al pubblico. Al cinema. Alla Musica. Al teatro. Ho 17 anni. Mi piace fare sesso. Mi piace eccitare gli uomini. E’ quello che è il teatro: sesso. E’ come fare sesso”.
I never bothered you. You want to kill me. I devoted my life to you. To movies. To music. To theater. I'm 17 years old. I like sex. I like to turn people on. And that's what the theater is: sex. It's like getting laid”.

Viale del tramonto (Sunset Boulevard - Billy Wilder, 1950) è considerato uno dei migliori film sul divismo e i cinici meccanismi dello Star System. Uno sceneggiatore al verde capita in una vecchia casa che sembra abbandonata, ma non lo è. L'abita Norma Desmond (Gloria Swanson), vecchia gloria del cinema muto. L’uomo accetta di rivedere un terribile copione che la diva sta scrivendo, sognando un clamoroso ritorno sul set. L'atmosfera della casa è nera, quasi mortale. Il film è una metafora del mondo fluttuante del cinema, sempre sospeso tra realtà e illusione. Non è un thriller, non è un film drammatico, è semplicemente Viale del tramonto.

"Siete Norma Desmond, sì!, la famosa attrice del muto. Eravate grande! - Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo!".

Pot-Pourri: Decima Musa