Umberto Verdoliva è un “fotografo di strada” convinto dell’importanza e del fascino del “fare fotografia di strada”.

Per Umberto Verdoliva la street photography è l’essenza della fotografia: istantanee del palcoscenico della vita senza pregiudizi né condizionamenti.

Dal 2006, un po’ per caso, la sua passione per la fotografia (di strada) diventa il suo interesse principale. Lavora per una grande impresa di costruzione e documentare fotograficamente l’avanzamento delle opere fa parte delle sue mansioni principali.

Di Castellammare di Stabia (classe 1961), Umberto Verdoliva vive a Treviso dal 2004. Già membro del collettivo internazionale VIVO, nel 2013 fonda SPontanea, una realtà tutta italiana dedicata alla street photography.

Forme urbane, persone e attimi di vita: sono questi i soggetti dei suoi numerosissimi scatti, ma “a tavolino la selezione è severa: che forza ha la foto scattata? Davvero attira? C’è qualcosa che altri non hanno visto? Ti meraviglia? Trasforma l’ordinario in qualcosa di speciale? Contiene cose che sono state evidenziate tante volte? È la tua visione? Può essere collegata ad altre tue immagini per portare avanti una idea, una serie, uno stile, un tuo pensiero? Mette in difficoltà il soggetto ripreso? L’offende? Se fossi tu il soggetto ti farebbe piacere vederti così?”.

Oggi le sue fotografie sono influenzate dallo stile dei grandi fotografi delle cui storie ha fatto oggetto di studio e approfondimento. Tra gli altri: André Kertész, Henri Cartier-Bresson, Saul Leiter, Fan Ho e William Klein.

“Cercare di restituire in maniera interessante qualcosa del fare umano che non tutti vedono”. E’ questo l’obiettivo della street photography secondo Verdoliva. Trasformare l’ordinario in un evento unico e irripetibile, con stile ed eleganza: semplici scene di vita diventano affascinanti visioni umane e urbane.

Non a caso “An ordinary day” è la sua prima mostra importante da cui nasce il suo primo libro fotografico, che porta lo stesso nome.

Andare in giro per strada a cogliere attimi interessanti vuol dire anche accingersi a un lavoro diricerca e progettualità” relativo a un modo molto personale di interpretare ciò che si vede; vuol dire “valutare le proprie immagini in funzione di quello che sei e vuoi rappresentare, capirne la forza”. Perché qualcuna sarà sicuramente, per le generazioni future, la memoria di come eravamo”.

Verdoliva si lascia attrarre dai volti, dalle situazioni, dalla luce, dal contesto urbano e resta in attesa dell’attimo da cogliere: immaginazione, istinto e discrezione, amore per l’umanità e rispetto per le persone, attenzione alle loro azioni e pazienza, tanta pazienza.

Nella serie Prigioniero della Privacy, realizzata nel 2009, Verdoliva affronta con originalità e ironia un tema ancora attuale, quello della privacy, molto caro e importante per il futuro della fotografia di strada. In tutti gli scatti della serie non si vedono mai gli occhi dei soggetti ritratti.

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Serie What is a Dream?

Serie Realtà parallele

Serie Prigioniero della Privacy

Serie Realtà parallele

Serie Selfportrait

Serie What is a Dream?

Pot-Pourri: Fotografia